25 febbraio 2010

Il più famoso dell’isola dei famosi

Nella migliore tradizione dell’isola dei famosi, anche quest’anno ci sono un sacco di persone presunte celebri che però sono sconosciute al più. In studio invece c’era una persona veramente famosa: Ciro il figlio di Sandra Milo. O forse meglio dire Ciiiiiiiiiiiiiirrrrro!!!

Foto da TVblog.it

24 febbraio 2010

La canzone di Emanuele Umberto Reza Ciro Renè Maria Filiberto di Savoia

Patrick King


I quadri di Patrick King sono davvero belli.

[http://patrickking.org/index.html]

23 febbraio 2010

Cucinare con Photoshop

Questo video è un falso tutorial che immagina come sarebbe cucinare con il computer utilizzando un’applicazione tipo Photoshop. L’autrice di questo splendido filmato è un’ex studentessa dell’Istituto Europeo di Design di Torino che si chiama Stefania.

Adobe Photoshop Cook from Lait Noir on Vimeo.

22 febbraio 2010

Striscia la Kamasutra

Ritengo che queste illustrazioni utilizzate sulle scatole di profilattici Sensis siano dei piccoli capolavori. Perché sono di buon gusto senza essere troppo esplicite. In alternativa ci si può mettere sempre la solita coppietta che si tiene allusivamente per mano. Anche perché se si toccassero in altre parti sarebbero guai.

Via The Dieline.
Grazie a Paolo per la segnalazione.

[http://www.sensiscondoms.com/]

21 febbraio 2010

IRM – Charlotte Gainsbourg

Charlotte Gainsbourg è figlia del poeta e cantante francese Serge Gainsbourg e dell’attrice e cantante inglese Jane Birkin. Naturalmente con una DNA così non poteva che fare l’artista nella vita e, sempre per via degli stessi geni, ha provocato inevitabilmente un po’ di scandali strada facendo. A parte il cognome importante, la sua notorietà, soprattutto al di fuori dei confini francesi, è legata alla sua attività di attrice e solo un anno fa è stata la protagonista del controverso “Antichrist” di Lars Von Trier. Lei è meno nota come cantante, anche se qualche anno fa ebbe un certo successo in Francia con un disco, prodotto da Nigel Godrich il produttore dei Radiohead . Perciò si può fare un paragone tra lei e le altre attrici che recentemente hanno cercato di passare dal cinema alla musica; in questo senso lo straziante album di Scarlett Johansson resta indimenticabile. Alla Gainsbourg invece la transizione è riuscita perfettamente. Il suo IRM è un lavoro personale, a partire dal titolo (è acronimo di MRI in francese) che ricorda le ore passate da Charlotte dentro una macchina per la risonanza magnetica in seguito ad un’emorragia cerebrale causata da un incidente con gli sci d’acqua. Nel brano omonimo si può sentire dei rumori industriali che ricordano questi macchinari ospedalieri. Il compare della Gainsbourg in quest’avventura è Beck, il rocker più alternativo ed eclettico che ci sia in circolazione, e questa collaborazione fa bene ad entrambi. Tutte le canzoni, tranne “Le Chat Du Café Des Artistes” che è anche l’unica interamente in francese del disco, sono firmati e prodotti da Beck. Naturalmente la musica che emerge da questa operazione ricorda fortemente i lavori di Beck, ma apporto di Charlotte nelle parti vocali rende il tutto decisamente più accessibile e aggiunge un tocco personale. C’è un po’ di tutto: musica elettronica, il pop, il rock e persino il blues (“Dandelion”). Questo mescolamento degli stili è un’altra caratteristica di dischi di Beck, ma la Gainsbourg in più occasioni ha sostenuto di avere avuto un ruolo attivo anche nella fase creativa del lavoro e non solo in quella esecutiva. Molti testi sono scritti sui suggerimenti della Gainsbourg e la cosa si nota. In ogni caso IRM è una bella raccolta che si fa ascoltare volentieri.

Titolo: IRM
Artista: Charlotte Gainsbourg
Anno: 2009
Produttore: Beck
Etichetta: Acoustic Disc/Because Music

[http://www.charlottegainsbourg.com/]

20 febbraio 2010

Prove It All Night

Questo lavoro è di qualche anno fa. L’ho ritrovato e lo pubblico.

[Scarica la versione ad alta definizione]

18 febbraio 2010

Anthony Georgis

Queste fotografie di Anthony Georgis mi piacciono molto. Come colonna sonora ci metterei “Rain Dogs” di Tom Waits, ci starebbe proprio bene. Il resto è sul suo sito.

[http://www.anthonygeorgis.com/]

16 febbraio 2010

Scratch My Back – Peter Gabriel

Qui non ci sono chitarre, non si sentono tamburi rullanti, non c’è un basso pulsante ed i sintetizzatori sono banditi. La musica è intimista ed è costruita prevalentemente sugli strumenti ad arco con qualche tocco di pianoforte. Scorrendo i titoli mi sembra di riconoscerli, ma ciò che sento ha nulla a che fare con la musica che quei titoli mi ricordano. “Scratch My Back” è un disco di cover ma ancora di più è un disco di Peter Gabriel. Le sue reinterpretazioni differiscono dai pezzi originali sia in forma sia in sostanza. Nulla di ciò che si trova qui è già sentita. I brani messi in fila hanno una loro precisa logica e ad ascoltarli in questo modo sembra che siano sempre stati così. Eppure sono tutte canzoni più o meno conosciute e hanno una loro propria collocazione nella nostra memoria. “Heroes”, di David Bowie, che apre il disco è rallentata a punto tale da risultare completamente irriconoscibile se non fosse per il ritornello. Le parole arcinote del testo, senza che qualcuno ne avesse cambiato di una virgola, raccontano una storia completamente diversa: questa cosa è magica. La stessa cosa succede anche con le altre canzoni. “The Boy in The Bubble” di Paul Simon per gli argomenti che tratta e soprattutto per come viene interpretata suona attuale in modo stupefacente. “The Power Of The Heart” non è sicuramente il primo brano che viene in mente pensando alla immensa produzione di Lou Reed, come del resto la splendida “Philadelphia” non è la canzone più rappresentativa di Neil Young. Eppure entrambe sono perfette in contesto. L’elenco dei brani include altri mostri sacri (David Byrne e Randy Newman) senza dimenticare artisti più giovani come i Radiohead, Bon Iver e gli Arcade Fire. “Listening Wind”, dei Talking Heads, è racconto di un atto terroristico che nell’interpretazione di Gabriel assume toni caldi e drammatici. I Talking Heads narravano la stessa storia con elettronico distacco: qui sembra di assistere alla proiezione di un film, lì sembrava di guardare la televisione. In conclusione, Peter Gabriel è riuscito a creare qualcosa di originale senza inventare assolutamente niente di nuovo. Il segreto sta nella sua grande sensibilità d’artista e nella scelta accurata dei pezzi. Personalmente ho fatto fatica al primo ascolto di questo disco ma poi sono stato catturato. Si sa già che “Scratch My Back” sarà seguito da un album di canzoni di Peter Gabriel interpretate dagli artisti da lui citati in questo progetto e si sa anche che Bowie si è rifiutato e che sarà sostituito da Brian Eno. Comunque vada sarà una bella sfida.

Titolo: Scratch My Back
Artista: Peter Gabriel
Anno: 2010
Produttore: Bob Ezrin
Etichetta: Virgin

[http://petergabriel.com/]

15 febbraio 2010

Senza Zucchero #4

“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché guardi il cielo, e se guardi il cielo, è perché credi ancora in qualcosa...„
Bob Marley

 

marzo: 2010
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