Televisione
“My name is Earl” su Italia 1
Mar , 19 Settembre , 2006
Finalmente l’emittente Italia 1 ha iniziato a trasmettere il sitcom “My name is Earl” anche in Italia. Qui ne avevo parlato qualche tempo fa. L’appuntamento è ogni lunedì sera in seconda serata (diciamo pure in terza serata).
Preparate i videoregistratori gente!
Consigliatissimo.
La realtà è falsa solo i reality sono veri
Lun , 18 Settembre , 2006Un nuovo reality che si chiama “Reality Circus” con Ciccio Graziani nella gabbia dei tigri a fare il domatore. Già come l’allentaore faceva ridere, come domatore è stato impareggiabile. C’è pure Valeria Marini, una “Donna Cannone” con i fiocchi. Sono stanco dei reality o forse sono stanco della realtà?
Non so più nemmeno io. Intanto c’è Fernanda Lessa in bikini su un’altro canale: ma la cellulite fa parte della realtà o di reality.
La bagascia e lo Sfigato (Part 2)
Mar , 12 Settembre , 2006
Come sospettavo “La Pupa e Il Secchione” sta offrendo grandissimi soddisfazioni nei termini di trash. Guardarlo e un po’ come vedere tutta la filmografia di Renzo Montagnani in una sola seduta. Poi è il primo programma assolutamente democratica, nel senso che offende equamente sia gli uomini che le donne. Mette insieme momenti dell’impareggiabile comicità con il trash di primissima qualità. La striscia quotidiana poi è fantastica. Prima parliamo delle bagasce (pardon le “pupe”), non so se fanno apposta, ma non sapere le tabelline è clamoroso: cosa cazzo insegnano nelle scuole? Gli uomini lasciamoli perdere, saranno anche intelligentissimi, ma non conoscere nemmeno la biancheria femminile è troppo. Comunque anche se è tutto finto fa tanto ridere e poi è trashisssssimo.
Ecco alcuni dialoghi memorabili:
Lo sfigato: “Dove è la capitale della Cina?”
La bagascia: “La Mongolia”
***
La bagascia: “Quanta gente vive in Italia?”
Lo sfigato: “secondo te quanti?”
B: “tanti…”
S: “ Ok, ma tanti quanti?”
B: “Che ne so, cinquemila…”
S: “Hai presente Roma? Solo a Roma vivono tre milioni di persone. Per darti un idea.”
B: “Però…”
S: “Allora, spara una cifra”
B: “mmmmm, che ne so…”
S:”provaci! Dai …”
B: “Centomila”
S: “Come centomila???? Ti ho appena detto che solo a Roma ci sono tre milioni di persone,”
B: “Perché centomila è meno di tre milioni?”
S: “Oh mio dio…”
La Bagascia e lo Sfigato
Gio , 7 Settembre , 2006
Siamo arrivati al settembre e partono i nuovi Reality Show televisivi. Mentre l’Isola dei famosi ormai fa parte dell’archeologia televisiva, cominciano dei nuovi programmi che promettono spazzatura a go-go. Stasera è toccato al reality “La Pupa e Il Secchione”, un programma ultratrash (perciò c’è rischio reale che alla fine mi piaccia). La prima osservazione che mi viene da fare è che molto più facile trovare qualche ragazza con delle cosce lunghe piuttosto che qualche povero disgraziato con un quoziente intellettivo decente. In ogni caso essere brutti è già per se una disgrazia poi doversi confrontare con delle donne che hanno delle cosce lunghe come il tuo quoziente intellettivo deve essere una vera tragedia. Il messaggio che passa è che nella vita è meglio avere delle cosce lunghe, così magari incontri il calciatore Coco e ti sistemi, piuttosto che la cultura e l’intelligenza. La stupidità del programma non è un problema, abbiamo visto di peggio, ma pensare che saper sculettare ormai è considerato un valore è un’amara constatazione. Poi capisco che il secchione può aiutare la pupa a distinguere “Fausto Bertinotti” da “Vittorio Emanuele di Savoia”, ma la pupa cosa avrà mai da insegnare al Secchione? Il programma è un format statunitense, ormai nessuno non si impegna più nemmeno per inventare le cazzate.
L’ispettore Coliandro
Mer , 30 Agosto , 2006
Ieri sera sono riuscito a vedere il secondo episodio de “L’ispettore Coliandro”, la serie TV scritta e curata da Carlo Lucarelli, su Rai Due. Devo dire che il risultato è molto buono. Il ritmo è veloce, la storia (almeno quella di ieri sera) è avvincente, ci sono battute a raffica ed i personaggi sono credibili. Insomma dopo “Il commissario Montalbano” ora c’è un altro poliziotto televisivo degno di essere guardato. Una specie di Pulp alla Bolognese. Generalmente odio i fiction Italiani - “Montalbano” a parte- ma questo qui è un prodotto dignitoso. Domani sera c’è un altro episodio, spero di non perderlo.
I Tenebaum
Ven , 11 Agosto , 2006
La domanda sorge spontanea: Perché i bei film in TV devono andare in onda sempre negli orari impossibili?
Chiaramente coloro che compilano i palinsesti televisivi non hanno una gran considerazione per l’intelligenza degli spettatori. Alla conferma di questa regola Rai tre ogni martedì sera in seconda serata – per loro, per me terza serata – manda in onda dei bei film che naturalmente un essere umano normale non riesce a vedere fino alla fine senza addormentarsi . Un vero peccato perché la settimana scorsa hanno mandato in sonda “Lost in Translation” e questa settimana “I Tenenbaum”, vale a dire due dei migliori film di questi ultimi anni. Soprattutto “I Tenenbaum “, a mio avviso, è un gioiello nascosto e avrebbe meritato uno spazio migliore. Perché “I Tenenbaum” è un film innovativo, divertente e allo stesso tempo profondo ed è recitato da un cast di primissimo piano come Gene Hackman, Ben Stiller, Anjelica Huston, Gwyneth Paltrow e Bill Murray.
“I Tenenbaum” sono una ricca famiglia Newyorchese capeggiata dalla mamma Anjelica Huston. I tre figli, da piccoli considerati dei geni nei rispettivi campi in cui eccellevano (il tennis, la finanza e la drammaturgia), da grandi devono affrontare i loro fallimenti. La colpa di tutto è del perfido padre “Royal Tenenbaum”, interpretato magistralmente da Gene Hackman, che ha rovinato l’esistenza della moglie e dei figli ed è stato cacciato dalla casa. Un bel giorno, dopo anni d’assenza totale e con la scusa di un cancro mortale, Royal si ripresenta ai figli ed alla moglie che è finalmente pronta a rifarsi una vita. Inizia così una bella commedia che offre un ritratto grottesco degli Stati Uniti. Da notare anche la bella fotografia, quasi dipinta, ed i costumi dei protagonisti che come i personaggi dei fumetti non cambiano mai il loro aspetto. Anche la colonna sonora è bellissima.
La mappa di Springfield
Gio , 27 Luglio , 2006
Grazie alla serie televisiva “I Simpson” la città di Springfield è ormai conosciuta a livello mondiale. Anche se nessuno ancora è riuscito a stabilire in quale stato è posizionata tutti sanno che la immaginaria città di Springfield si trova in qualche parte negli Stati Uniti.
Dopo un attentissimo lavoro d’analisi, basato essenzialmente sui luoghi menzionanti nelle varie puntate della serie, due ricercatori della California State Polytechnic University di Pomona, Jerry Lerma e Terry Hogan, sono riusciti a disegnare una minuziosa mappa di Springfield.
A quanto pare il loro impegno non è stato apprezzato solamente dai fan dei Simpson ma anche una prestigiosa istituzione come l’università di Harvard ha riconosciuto il loro impegno aggiungendo la loro mappa alla propria collezione.
Una commistione tra la TV, l’arte popolare e l’urbanistica non priva di fascino.
Addio a Aaron Spelling
Sab , 24 Giugno , 2006
Il papà di ‘Starsky e Hutch’, ‘Dynasty’ e ‘Charlie’s Angels’, Aaron Spelling si è spento a 83 anni nella sua casa di Beverly Hills. I telefilm che ha prodotto non avranno un gran valore culturale ma hanno fatto da sottofondo alla vita di molti.
My name is Earl
Lun , 12 Giugno , 2006
Earl Hickey è un tipo che non ha nessuna voglia di lavorare, vive di piccoli furti e passa la sua vita bevendo birra, correndo dietro le donne e prendendo in giro il prossimo. Una sera, mentre è ubriaco fradicio, conosce una pupa bionda di nome Joey che sposa quella sera stessa a Las Vegas per accorgersi solo il giorno dopo che la tipa è incinta di sei mesi con il pancione e tutto il resto. Dopo un’esperienza del genere molti smetterebbero di bere, invece Earl decide che tutto questo è un ottimo motivo per continuare a bere. Si tiene la moglie e il figlio, che ovviamente non è suo, continuando a vivere esattamente come prima finché la moglie resta nuovamente incinta. Earl è felice come una pasqua di avere un figlio tutto suo ma resta piuttosto perplesso quando scopre che il neonato è nero come il cameriere del locale che frequenta abitualmente. Nonostante tutto Earl continua la sua vita da parassita insieme al suo inseparabile fratello semiscemo Randy. Un giorno compra un biglietto “Gratta e Vinci” e vince 100000$, abbagliato dall’inusuale colpo di fortuna corre in mezzo alla strada dove viene investito in pieno da una macchina, perde il biglietto vincente e finisce in ospedale con fratture multiple. Nell’ospedale viene abbandonato dalla moglie infedele che lo lascia per il cameriere di colore poi, grazie ad un talk show in TV, scopre il Karma: “Se fai cose cattive ti succedono cose cattive, se fai cose buone ti capitano cose buone”. Così Earl compila una lista di tutte le cose cattive che ha fatto nella sua vita e decide di aggiustare tutte quelle cose una ad una.
Da questa storiella parte il sitcom “My name is Earl ” che per l’atmosfera generale e certe situazioni ricorda “Il Grande Lebowski” dei fratelli Cohen. La serie va in onda in USA sulla rete NBC.
Il Reality lesso
Gio , 30 Marzo , 2006Dicono che a Pechino la gente non sia molto interessata alle dichiarazioni di Berlusconi a proposito dei bambini bolliti. Qui invece il popolo segue le indicazioni del cavaliere: gli “Italiani” hanno eliminato “Man Lo” dalla casa di Grande Fratello.
Romano Prodi è avvertito.