Sport
Le mie condoglianze a Cesare Prandelli
Lun , 26 Novembre , 2007Qualche anno fa, Cesare Prandelli, attuale allenatore della Fiorentina, ha rinunciato alla panchina della Roma per restare vicino alla sua moglie ammalata. Questo suo gesto all’epoca mi colpì molto, perché era un gesto d’amore, un gesto da uomo vero, un gesto bellissimo. Il mondo del calcio è popolato dai brutti personaggi: ragazzini viziati, pagliacci senza dignità, cornuti e lacché (come direbbe il grande De André). Prandelli invece ha dimostrato d’essere diverso: ha dimostrato di essere un uomo vero, un uomo pulito, un uomo di valore.
Oggi purtroppo la signora Prandelli è venuta a mancare. Io ho molto rispetto per mister Prandelli e mi dispiace tanto per quello che gli è successo (per quello che può valere). Penso che Cesare Prandelli con quel suo essere così normale, così vulnerabile e così umano abbia insegnato qualcosa a tutti noi.
Summertime Blues
Dom , 19 Agosto , 2007Le vacanze sono finite. A dire il vero non erano nemmeno cominciate, ma non mi andava di scrivere niente perciò il blog è rimasto fermo per un pò. Nel periodo non collegato sono successe alcune cosucce che mi hanno colpito perciò riparto proprio da quelle per riscaldarmi:
- Valentino Rossi accusato di non pagare le tasse
La cosa è ovviamente stata sbattuta sulle prime pagine di tutti i giornali e ha provocato lo sdegno dei tanti poveri disgraziati che pagano le tasse. La risposta di Valentino è stata un messaggio video, senza contraddittorio, in puro stile presidenziale trasmesso sulle principali reti nazionali. Il messaggio è stato penoso e contro ogni regola democratica: se Valentino Rossi può professare la sua innocenza in diretta TV anche tutti gli altri contribuenti accusati di evadere le tasse, non importa giustamente o ingiustamente, dovrebbero poter fare altrettanto. Nel corso del video messaggio il “Dottor Rossi” si è lamentato tanto dei giornalisti dimenticandosi che lui deve la sua fortuna oltre che alle sue indiscutibili capacità anche agli stessi giornalisti che lo hanno trattato sempre piuttosto bene. Insomma Valentino ha perso un’occasione per stare zitto. Una menzione particolare la meritano anche i direttori dei vari telegiornali che ricevono un messaggio simile e lo trasmettono senza pensarci su due volte. - “Preferisco quella puttana di tua sorella!”
Finalmente si è saputo che cosa ha detto Marco Materazzi a Zidane per provocare la mitica testata mondiale: sono delusissimo, sinceramente speravo in qualcosa di molto più creativa. Basta andare a vedere una qualsiasi partitella di calcio tra i dilettanti per sentire degli insulti migliori. - Zucchero contro i suoi fan
Ecco, io darei una testata a quelli che chiamano Zucchero un Bluesman: questo sì che è blasfemo. In ogni caso Zucchero, durante un concerto per un pubblico VIP in Sardegna, ha insultato il pubblico che a suo dire non era attento alla sua performance e ha causato un discreto trambusto. Fermo restando che non me ne importa niente dell’accaduto, mi hanno divertito molto gli insulti pronunciati da Zucchero all’indirizzo di una signora del pubblico: “Sei una bagasciona, sei un LAVANDINO (!!!), ecc…”. Bisognerebbe mandare Materazzi da Zucchero così impara un po’ di parolacce giuste. - “Non pagare le tasse per fare cadere il governo”
La proposta è di Umberto Bossi. Ma questa gente ha una vaga idea di cosa significhi la democrazia?
La democratica follia
Mar , 6 Febbraio , 2007L’articolo che segue è l’opera di Jacopo, un giovane giornalista Trentino, a proposito dello stato attuale del calcio Italiano. Jacopo aveva lasciato quest’articolo come commento ad un mio post precedente, ma io ho ritenuto sia più giusto pubblicarlo come un articolo autonomo nella pagina principale.
Ogni eventuale commento a questo post è ovviamente indirizzato al suo autore, cioè Jacopo.
La follia del calcio è atrocemente democratica: si muore fuori da uno stadio di Serie A, come nel piazzale di un campo spelacchiato di Terza Categoria. Solo una morte, però, “fa notizia”, stimola i politicanti di turno, blocca le partite. Il calcio si scopre malato d’improvviso, come un fulmine a ciel sereno nella notte catanese, e si ferma per guarirsi, per sciacquarsi la coscienza dal sangue. E poi? Cosa accadrà? Un segno della croce e così sia: tutti di nuovo in campo, tutto come prima. A mio parere non serve né uno stop di una giornata (quasi una riflessione obbligatoria) né la fine anticipata del campionato, né far disputare le partite a porte chiuse. Non serve parlare di modello inglese perché non c’è nulla d’inglese in Italia: copiarlo e trasportarlo qui da noi come fosse la ricetta della rinascita sarebbe come voler portare la democrazia in Iraq. Non serve fare la morale sul “fenomeno ultras”: non sono mica nati ieri! Esistono da anni ormai: sono stipendiati dalle società e spesso (per non dire sempre) lasciati agire indisturbati (vedi razzie negli autogrill o nelle stazioni) dalle forze dell’ordine. Diventano dei modelli da imitare per i più giovani (quasi tutti gli arrestati a Catania, infatti, sono minorenni) perché possono dimostrare la loro “mascolinità” facendo di tutto, mascherando la violenza con il tifo, perché difesi dal branco, dalla massa. Non serve che i politici si riuniscano nelle stanze dorate del Palazzo, perché non conoscono la realtà. Mi fanno vomitare le parole prestampate sentite in questi giorni, mi fanno vomitare i criminali mascherati da tifosi, mi fa vomitare il presidente di Lega Mataresse che cita inopportunamente un verso dei Queen (“show must go on”) perché “il calcio è un’azienda che non si può fermare ed i morti fanno parte del sistema”. Inaccettabile, vergognoso! Mi fa vomitare chi dà la colpa al solo calcio, perché i motivi di questa situazione sono da ricercare soprattutto fuori dagli stadi: in una società alla deriva. Io, non tifoso fanatico ma tifoso amante del calcio, senza calcio non so stare: lo ammetto. E chiudere a chiave questa passione farebbe male a tutti quelli che amano questo sport. E’ necessario lasciare per un po’ in stand-by questo canale, ma la pausa sarà del tutto inutile senza una seria opera di educazione alla base. Mi spiego: in questi giorni ho solo una certezza: che la soluzione non fa rima soltanto con repressione. Serve il pugno di ferro, ma non basta! La questione è culturale (ahinoi!). Andate a vedere una partita di ragazzini, la domenica mattina, in un campo di periferia: sentirete mamme e papà che insultano gli avversari, urlano contro gli amichetti dei loro figli. Andate a vedere una partita di Prima Categoria o Promozione: lì non ci sono ultras con bastoni, ma amici e fidanzate che sputano insulti non meno pericolosi. Eppoi, andate a vedere i programmi televisivi della domenica sera: andate voi, perché io non ci riesco, spengo dopo pochi minuti perché le urla (sul nulla!) mi fanno venire il mal di testa. Insomma, si parla tanto di leggi e regole da rispettare, ma forse sarebbe ora che ognuno si desse una bella calmata e si insegnasse un po’ di etica dello sport nelle scuole. Allora sì che si potrebbe parlare di modello inglese. Comunque, c’è una cosa che andrebbe fatta subito: non riconoscere più i gruppi di tifosi organizzati: eliminarli! Così non si sentirebbero più dei miti ai quali tutto è dovuto. Si sentirebbero le nullità che sono e farebbero meno danni. Serve un cambiamento culturale assieme ad una decisa svolta di metodo: solo così il calcio potrà tornare protagonista sul palcoscenico di un teatro non più macchiato di sangue e i giornalisti sportivi non si dovranno più occupare di cronaca nera e morti ammazzati.
Jacopo
Il povero pirata
Lun , 5 Febbraio , 2007Si può fare un film su una delle figure più controverse dello sport Italiano a distanza di soli tre anni dalla sua scomparsa? La risposta è NO. La fiction della RAI, andata in onda stasera, su Marco Pantani è stata stucchevole. Il tempo guarisce le ferite, dà il peso giusto alle cose e fa emergere le verità. Tre anni sono troppo pochi per capire un personaggio così complesso e una tragedia umana così profonda.
Lo spettacolo di Matarrese
Lun , 5 Febbraio , 2007Antonio Matarrese , il presidente della Lega calcio vale a dire il numero due del calcio Italiano, ha pronunciato quelle parole che da tre giorni temevo che qualcuno pronunciasse, ovvero: “Lo spettacolo deve continuare!”. In realtà avrebbe detto altre cosucce interessanti tipo che “I morti fanno parte di questa sistema” e “che il calcio, come la FIAT, è una industria strategica del paese”. Adesso chi è che spiega alla vedova del poliziotto ucciso che la morte del suo marito era previsto dal sistema? Io non voglio più tornare su questo argomento, tanto c’è della gente più brava di me che continua a versare fiumi d’inchiostro a proposito, ma sentire delle stupidaggini così grosse mi da veramente fastidio. Per fortuna non sono il solo a provare un senso di nausea di fronte a queste affermazioni, a quanto sembra il dottor Matarrese è stato già scaricato sia da CONI che dal presidente del consiglio Prodi. Comunque anche se lo spettacolo non dovesse continuare a me personalmente non fregherebbe proprio niente.
La partita è finita
Sab , 3 Febbraio , 2007I tifosi della Catania hanno ucciso un povero agente della polizia. Come si può giustificare la morte di un uomo, di un padre di famiglia? Con il calcio? Con lo spettacolo che deve continuare? Io spero che chiudano tutti i campionati e che ritirino l’Italia dall’UEFA e FIFA e dal calcio in generale. Basta con i farabutti fuori e dentro il campo. Magari fra qualche anno si potrà anche tornare a giocare, ma per il momento la partita è davvero finita.
Che uomo meraviglioso…
Mar , 16 Gennaio , 2007
Fabio Capello è un grande allenatore. Ha lasciato bellissimi ricordi di se a Roma, a Torino, a Milano ed ora sembra anche a Madrid. Basta vederlo in questa foto per ricordarsi che il calcio è uno sport veramente brutto (nonostante Toti, Ronaldinho e compagna bella).
È morto Clay Regazzoni
Ven , 15 Dicembre , 2006Una volta i piloti di Formula 1 erano dei miti. Vivevano delle vite spericolate, erano circondati dalle donne stupende e facevano delle cose stravaganti. In poche parole facevano sognare. Quelli d’oggi sembrano degli impiegati di banca (Shumacher era il numero uno anche in questo senso). Oggigiorno i piloti sono troppo professionali, troppo “Normali”, troppo bravi e troppo freddi. Alonso sarà anche un grandissimo pilota, ma è un personaggio assolutamente insignificante così come Raikonen e tutti gli altri. Una volta le cose erano diverse, c’erano piloti come Nelson Piquet, Gilles Villeneuve e Clay Regazzoni: dei miti. Oggi se ne andato Clay Regazzoni un altro eroe della mia infanzia, probabilmente l’unico svizzero in grado di provocare delle emozioni. Ha avuto un incidente stradale; non poteva morire in nessun altro modo.
Il pallone d’oro a Cannavaro
Ven , 17 Novembre , 2006Oggi è uscita la notizia che Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale Italiana del calcio, è il vincitore del prestigioso Pallone d’oro 2006. Certo mi fa piacere che a vincere un così importante premio ci sia un giocatore italiano, specialmente un difensore, ma non riesco proprio a dimenticare che Fabio Cannavaro è anche l’uomo del famoso video con il flebo, delle dichiarazioni molto discutibili e dei movimenti molto sospetti sul mercato. Quando penso ai capitani della nazionale Italiana del calcio preferirei ricordare Dino Zoff, Gaetano Scirea, Franco Baresi, Beppe Bergomi e cerco di dimenticarmi di Fabio Cannavaro. Anche se lui, al contrario di quasi tutti i suoi predecessori, ha alzato al cielo una coppa del mondo.
Tutti sdraiati sotto il divano!
Dom , 29 Ottobre , 2006Valentino Rossi ha sbagliato la gara che non doveva sbagliare.
Amen!
Il mio rapporto con l’universo creato continua a migliorare (si fa per dire…).