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Brad Elterman

Il lusso, il lerciume, le ragazze facili e un sacco di Rock & Roll. È la fine degli anni 70, i Ramones scorazzano in giro per Los Angeles e Elvis non c’è più. Mentre John Lennon e Ringo entrano in un club molto esclusivo, i Sex Pistols si esibiscono nei gesti osceni. Michael Jackson è ancora nero e Robert Plant corre in giro in mutande. Le fotografie di Brad Elterman assomigliano a certe canzoni di Bob Dylan: piena di personaggi assurdi e cose insensate che combinate insieme hanno perfettamente senso. Sono fotografie di un paparazzo, ma hanno una loro dignità, eccome.
[http://www.bradelterman.com/]
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Bob Dylan a Trento – 15/06/2008

Picture taken from Flickr.com. Originally uploaded by Talba
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Non c’è un solo Bob Dylan, ne esistono diversi: c’è il cantautore impegnato, il Rocker “traditore”, il cantante Country, l’artista intimista, musicista credente, il poeta e l’icona del Rock. Quando uno decide di andare a vedere un concerto di Dylan, rischia di trovarsi solo di fronte all’ultima reincarnazione dell’artista e non di fronte a qualcuno che rappresenta tutti questi metamorfosi. Per questo motivo ero molto scettico e non avevo nessuna intenzione di andare a vedere dal vivo uno dei miei miti in passaggio nella mia città (a proposito, quando è che uno diventa intestatario di una città? Quando ci si nasce o dopo che ci si vive per una vita? Boh…). Alla fine degli amici mi hanno convinto e ci sono andato.
Bob Dylan che sale sul palco di Trento è un posato signore, un po’ su con gli anni, vestito da Cowboy. Tutti gli altri Dylan non sono presenti. L’atmosfera è quella degli ultimi due dischi in studio, “Love and theft” e “Modern times”, con quella loro indefinibile miscela tra il country, il rockabilly e lo swing. Il concerto inizia con “Tweedle Dee & Tweedle Dum”, la band comincia a carburare e si può già intuire che questi musicisti vestiti di nero è gente che sa il fatto suo. Si prosegue alterando pezzi classici, nella versione “Country/Rockabilly”, con le canzoni recenti. Questo trattamento delle canzoni classiche dà dei risultati talvolta splendidi (“Highway 61Revisted” e “Ballad of a thin man”), talvolta buoni (“Lay lady lay”), altre volte mediocri (“Don’t think twice it’s all right” e “Blind Willie McTell”) se non addirittura irritanti (“Blowin in the wind” è stata terrificante). I pezzi più recenti ovviamente sono più fedeli alle versioni originali e sono suonati molto bene. Da ricordare “Spirit on the water” e “Thunder on the mountain”.
Per tutto il concerto Dylan suona una piccola pianola e non guarda nemmeno il pubblico: la leggenda lo vuole scortese e lui non la smentisce. La band ha un bel suono, anche se si ha la sensazione che Dylan la tenga un po’ a freno. Quando il capo li lascia correre loro danno spettacolo. Purtroppo le idee di Dylan sono più orientate alla Country e i musicisti si adeguano.
Alla fine è stato un bel concerto di “questo” Dylan. Però Il Dylan che io amo è giovane, porta gli occhiali neri, ha i capelli lunghi e a Trento non c’è mai stato.
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100 geni viventi
The Daily Telegraph ha recentemente pubblicato una lista dei 100 geni viventi. L’unico Italiano presente nella lista è Dario Fo (nella settima posizione). Tra i musicisti presenti nella lista c’è gente come Brian Eno e Philp Glass, che sono effettivamente abbastanza geniali, affianco a Morrisey che sarà anche bravo ma non è certo un genio. Non so come hanno fatto a non metterci Bob Dylan. Altra cosa divertente è la presenza di Osama Bin Laden (qualificato come “Islamista”!!!): evidentemente un genio del male.
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Generatore di Dylan

Qui c’è un generatore che permette di creare una versione personalizzata del celebre video di “Subterranean Homesick Blues” di Bob Dylan con le cartelle e tutto il resto. Il video originale è datato 1965 e per me rimane uno dei più bei tentativi di fare dell’arte con la musica e le immagini.
[http://www.dylanmessaging.com/index.html]
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Non ci pensare, tutto è a posto…
Non serve stare seduta a chiederti il perché, piccola
Non è il caso, comunque
E non serve stare seduta a chiederti il perché, piccola
Se ancora non riesci a capirlo
Quando il tuo gallo canterà all’alba
Guarda fuori dalla tua finestra e me ne sarò andato
Tu sei il motivo per il quale vado via
Ma non ci pensare, tutto è a posto
Non serve accendere la tua luce, piccola
Quella luce che non ho mai visto
E non serve accendere la tua luce, piccola
Sono sul lato oscuro della strada
Speravo ci fosse qualcosa che tu potessi fare o dire
Per cercare di farmi cambiare idea e rimanere
Ma noi non abbiamo mai parlato abbastanza
Ma non ci pensare, tutto è a posto
Non serve gridare il mio nome, ragazza
Come non hai mai fatto
Non serve gridare il mio nome, ragazza
Non posso più sentirti
Sto pensando e domandandomi in tutti i modi lungo la strada
Una volta ho amato una donna, una bambina mi sono detto
Le ho dato il mio cuore ma lei voleva la mia anima
Ma non ci pensare, tutto è a posto
Me ne vado su quella lunga strada solitaria
Dove sono diretto, non posso dirlo
Ma arrivederci è una parola troppo bella, piccola
Così dirò solamente addio
Non sto dicendo che mi hai trattato male
Avresti potuto fare di meglio ma non mi interessa
Hai solamente sprecato il mio tempo prezioso
Ma non ci pensare, tutto è a posto
(Don’t Think Twice, It’s All right – Bob Dylan – 1963)
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Gimme Shelter

I film documentari che trattano il Rock – i cosiddetti “Rockumentary”- generalmente sono dei lunghi spot pubblicitari che servono a promuovere un’artista, un gruppo o un evento. Sono costruiti secondo un consueto e sterile copione che consiste in riprese dal vivo, qualche banale intervista e un po’ d’immagini “rubate” in backstage. Le eccezioni ovviamente ci sono: per esempio “Don’t look back” di D.A. Pennebaker, che documentava la tournee Inglese di Bob Dylan nel 1965 o “Gimme Shelter”, dei fratelli Maysles, che racconta i Rolling Stones in giro per gli USA alla fine degli anni sessanta. Il primo, pur essendo un film di notevole bellezza, è concentrato soprattutto sul personaggio Dylan e tratta marginalmente la sua musica; “Gimme Shelter” invece sfiora la perfezione riuscendo a raccontare la musica, i musicisti ed anche il momento storico.
Il film inizia, in modo convenzionale, con gli Stones sul palco della Madison Square Garden di New York per trasferirsi poi in una sala di montaggio dove i membri della band sono ripresi mentre ascoltano un’inchiesta radiofonica sulla loro tragica esibizione ad Altamont, in California, dove gli “Hell’s Angles” del servizio d’ordine hanno ucciso a pugnalate un giovane di colore sotto il palco. Poi ci sono delle immagini riprese proprio dal concerto di Altamont, montati a dovere per aumentare l’effetto drammatico. “Gimme Shelter” sembra un film in presa diretta, in realtà è il risultato di un lungo e pregevole lavoro in post produzione che provoca questa sensazione allo spettatore.
Se “Woodstock” raccontava il sogno e l’utopia degli anni sessanta, “Gimme Shelter” ne racconta l’incubo. Il film si chiude con Mick Jagger e soci che guardano il momento dell’assassinio a rallentatore: i maledetti Rock Star si confrontano con le conseguenze delle proprie azioni. Gli “Stones” appaiono come dei cattivi maestri ed è un ruolo che sapranno sfruttare benissimo negli anni successivi.
Titolo: Gimme Shelter
Anno: 1970
Registi: Albert Maysles, David Maysles, Charlotte Zwerin
Cast: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman, Mick Taylor, Jerry Garcia, Grace Slick
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Le migliori 20 colonne sonore della storia (secondo me!)
1. Elmer Bernstein – L’uomo dal braccio d’oro – 1955
La sublime interpretazione di Frank Sinatra, nel ruolo di un batterista tossicodipendente, aveva bisogna di una colonna sonora cupa e disperata. Le note di Bernstein sono la migliore musica mai scritta per fare da sottofondo alle insegne a neon e all’oscurità della notte. La grafica della copertina è bellissima. Andrebbe gustata con un bicchiere di Bourbon e qualche sigaretta.

2. Lalo Schifrin – Bullit – 1968
Su e giù per le strade di San Francisco in copmpagna del mitico Steve McQueen. La musica è Funky e Sexy. Il ritmo è luccicante come la Ford Mustang del protagonista. Nel film c’è anche una meravigliosa Jacqueline Bisset che non c’entra nulla con la colonna sonora ma a me piace una cifra.

3. Henry Mancini – La Pantera Rosa -1964
Il film parla di un leggendario diamante d’immenso valore come la sua colonna sonora. Le orchestrazioni sono ironiche, come il film richiedeva, e il lavoro del sassofono è ormai uno standard per lo strumento.

4. Ennio Morricone – Indagine Su un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto
Il maestro Morricone crea un tappeto sonoro teso e compatto per il capolavoro di Elio Petri. C’è una macchina da scrivere che suona come uno strumento musicale. Non è il lavoro più famoso di Morricone, ma è uno dei più belli.

5. Miles Davis – Ascensore per il patibolo – 1957
Miles Davis, al massimo del suo splendore artistico, ha improvvisato questa colonna sonora mentre sotto i suoi occhi scorrevano le immagini, in bianco e nero, del film di Louis Malle. Il suono è notturno, misterioso e supersexy.

6.Bernard Herrmann – Taxi Driver – 1976
Mentre Robert DeNiro sprofonda nella notte Newyorchese la musica di Bernard Herrmann ci trascina giù insieme a lui. La musica è straziante quanto la solitudine della protagonista.

7. John Berry – Un Uomo da marciapiede – 1969
All’epoca della sua uscita era considerato un film pornografico oggi è roba da educande. La colonna sonora nella parte strumentale è scritta da John Berry e contiene anche una canzone epocale come “Everybody’s talkin” cantata da Harry Nilsson. Eccezionale veramente.

8. BeeGees/Artisti Vari – La febbre del sabato sera – 1977
La musica Disco, i pantaloni a zampa d’elefante, una palla a specchio come il centro d’universo e quel tamarro di Tony Manero. Con i BeeGees, i K.C. & The Sunshine band ed i Tavares. A momenti è talmente kitsch che fa tenerezza. Ha venduto un casino: 25 settimane di fila al primo posto nelle classifiche USA e i BeeGees hanno ricavato quattro singoli da primo posto. Per me è un oggetto d’affezione.

9.Artisti Vari – Le Iene – 1992
Le colonne sonore dei film di Tarantino hanno stabilito le regole per le colonne sonore moderne: Non c’è solo la musica, ci sono anche dei dialoghi presi direttamente dalla pellicola. Poi c’è la musica che è molto Pulp, ovviamente.

10.Vangelis – Blade Runner – 1982
Ci sono state molte dispute intorno a questo film, sulla scelta della casa di produzione di fare un film con un “Happy End”, tutto americano, a discapito della versione originale che prevedeva una finale molto meno allegra e una voce narrante. Non c’è mai stata nessuna discussione, invece, sulla bellezza della sua colonna sonora. Vangelis propone una musica eterea, moderna e fantasiosa che va bene sia per gli ottimisti sia per i pessimisti.

11. John Williams – Lo squalo – 1975
Una musica così claustrofobica e paurosa che uno s’aspetta d’essere attaccato dallo squalo bianco nella propria vasca da bagno. Ma è una paura come quelle che si hanno da bambini, è una paura “Bella” diciamo.

12. Artisti Vari – Zabriskie Point – 1970
A raccontare, attraverso le immagini, la controcultura Americana degli anni 60 ci pensa un Italiano: Michelangelo Antonioni. A dare un suono a quella controcultura ci avevano già pensato i Grateful Dead, i Kleidoscope, JohnFahey e i Pink Floyd e sono tutti presenti qui. Le improvvisazioni di Jerry Garcia alla chitarra garantiscono un viaggio interstellare a tutti (anche senza assumere additivi chimici).

13.Nino Rota- Il Padrino -1972
La più grande saga sulla mafia ha una musica che distrugge il muro d’omertà. Il grande Nino Rota ha vinto l’oscar per la colonna sonora del Padrino parte II, si poteva premiarlo già per questa.

14.Philip Glass – Koyaanisqatsi – 1983
Koyaanisqatsi è una parola della lingua indiana hopi e significa “vita in tumulto”. Un film sperimentale caratterizzato dall’assenza totale d’ogni dialogo. L’unico suono è prodotto dalle tastiere di Philip Glass . È magnifica.

15.Carmine Coppola- Apocalypse Now -1979
La “Cavalcata delle valchirie”, di Wagner, e l’odore di napalm. Il terribile Kurtz e i Doors. Il cuore di tenebra, rivisitato da Coppola, propone delle immagini infernali e una musica esplosiva.

16. Artisti Vari – The Blues Brothers – 1980
Due comici televisivi, John Belushi e Dan Aykroyd, accompagnati da un gruppo di musicisti esperti propongono alcuni standard immortali del Blues. Al resto ci pensano Aretha Franklyn, Ray Charles e James Brown. Devo aggiungere altro?

17. Artisti Vari – Easy Rider – 1969
Peter Fonda e Dennis Hopper attraversano l’america a cavallo delle loro Harley Davidson. Tutto è un viaggio: i suoni e le visioni. Ci sono i Byrds, gli Steppenwolf, Jimi Hendrix e Roger Mc Guinn da solo. L’epopea hippy per eccellenza.

18.Burt Bacharach – Butch Cassidy – 1969
La saga degli adorabili banditi, Paul Newman e Robert Redford, musicata da Burt Bacharach. C’è una canzone incantevole come “ Raindrops Keep Falling on My Head” e altre meraviglie. Bacharach è un grande della musica e questa colonna sonora è la dimostrazione. Dicono che il vero Butch Cassidy era meno simpatico da com’è raccontato nel film.

19. Artisti Vari- Philadelphia-1993
Il film parte sulle note di “Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen e si chiude con “Philadelphia” di Neil young. In mezzo ci sono Peter Gabriel, gli Spin Doctors, gli Indigo Girls e Maria Callas.

20. Artisti Vari/Trent Renzor – Assassini Nati – 1996
La regia è di Oliver Stone, la sceneggiatura è di Quentin Tarantino. La colonna sonora è una miscela esplosiva che mette insieme le L7, i Nine Inch Nails, i Cowboy Junkies, Bob Dylan e Leonard Cohen.

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Bob Dylan e la copertina scopiazzata
Non ho ancora sentito l’ultimo disco di Dylan. Per adesso l’unica cosa che so a proposito del suo ultimo lavoro dal titolo “Modern Times” è che il buon vecchio Bob, o chi per lui, ha scopiazzato la copertina da un disco di un gruppo che si chiama “Luna”. Il disco dei “Luna” risale ad una decina d’anni fa. In entrambi i casi si tratta di una famosa fotografia dal titolo “Taxi, New York at Night” del 1947 opera del fotografo Ted Corner, perciò non so se si può parlare effettivamente di scopiazzatura. Ad ogni modo la cosa è divertente.
Luna

Bob Dylan

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Shooting Star
Questa splendida canzone è tratta da “Oh Mercy” un bellissimo album di vecchio Zimmerman che non deve mancare in una discoteca seria. Per un milione di motivi è una delle mie canzoni preferite. Trovo che le parole siano belle, da leggere, anche senza musica.
Stella Cadente
Words & Music by: Bob Dylan
Ho visto una stella cadente stanotte
e ho pensato a te.
Cercavi di entrare in un altro mondo
un mondo che non ho mai conosciuto.
Mi sono sempre domandato
se tu ce l’abbia fatta.
Ho visto una stella cadente stanotte
e ho pensato a te.
Ho visto una stella cadente stanotte
e ho pensato a me.
Se ero ancora lo stesso
se sono mai diventato quello che volevi io fossi
ho mancato il bersaglio oppure
ho oltrepassato la linea
che solo tu potevi vedere ?
Ho visto una stella cadente stanotte
e ho pensato a me.
Ascolta il motore, ascolta la campana
mentre l’ultimo veicolo dei pompieri dall’inferno
passa velocemente, tutte le persone buone stanno pregando,
E’ l’ultima tentazione,
la resa dei conti
l’ultima volta che potrai sentire il sermone sulla montagna,
l’ultima radio sta suonando
Ho visto una stella cadente stanotte
scivolare via.
Domani sarà un altro giorno.
Suppongo sia troppo tardi per dirti le cose
che avevi bisogno di sentirmi dire.
Ho visto una stella cadente stanotte
scivolare via.
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