Archivio » Iran

29 set 2010

L’arte persiana all’epoca dei Qajar

Qui c’è un’interessante raccolta dei dipinti persiani che risalgono ai tempi della dinastia Qajar, cioè dal 1781 al 1925. Alcune di queste opere hanno uno stile assolutamente moderno ed attuale. A me ricordano la mia infanzia.

[http://ajourneyroundmyskull.blogspot.com/]

27 apr 2010

I Gatti Persiani

Ho scoperto che la città più rockettara del mondo è Teheran. Detta così sembra incredibile, perché nel mondo ci sono dei posti in cui si suona meglio e si suona di più, ma a vedere il bel film di Bahman Ghobadi si capisce che il fuoco sacro del rock brucia lì più che altrove. “I Gatti Persiani” è un film semidocumentario che segue la quotidiana lotta di due giovani di Teheran, un ragazzo e una ragazza, per realizzare il loro sogno: creare una band di indie rock e fuggire verso Londra. La storia di questi ragazzi offre la scusa buona al regista per passare in rassegna i vari gruppi della scena rock iraniana e i loro problemi. Così si scopre che in Iran c’è una grande passione per la musica, che ci sono tante band attive che nonostante un governo ostile e tra mille difficoltà continuano a lavorare e a produrre musica. Si vedono dei ragazzi che entrano ed escono dalla galera con la sola colpa di avere suonato nelle feste non autorizzate; un gruppo metal costretto a fare le prove in una stalla tra le mucche e altre situazioni assurde ma anche spassose. La pellicola ha un ritmo scanzonato che la rende molto diversa dagli altri film iraniani ed è divertente da vedere nonostante l’amarezza generale. “I gatti persiani” è un film proibito, non ha passato la censura e non può essere proiettato in Iran. Per fortuna all’estero le cose sono andate meglio. A Cannes 2009 Ghobadi ha vinto il premio speciale “Un Certain Regard” e la pellicola ha trovato una distribuzione decente in europa. Per aggirare la censura il regista ha autorizzato anche il download libero e gratuito della versione in lingua persiana. Per motivare questa sua scelta, Bahman Ghobadi appare in un breve filmato dove prega tutti di vedere il film e di farlo vedere e di farlo conoscere a più persone possibili. In Italia il film è uscito in questi giorni. Se andate a vederlo a cinema aiutate indirettamente questi ragazzi. Sarebbe una bella cosa da fare.

Hey hey, my my

Rock n roll will never die
There’s more to the picture than meets the eye

Hey hey, my my…

Grazie a Cannibal Kid per la segnalazione.

[Il blog ufficiale in Italiano]

21 apr 2010

Le donne promiscue provocano terremoti

La colpa dei terremoti è delle donne discinte e promiscue. È la tesi dei religiosi dell’Iran, uno dei Paesi più esposti al rischio sismico.
La dichiarazione segue l’annuncio fatto dal presidente della Repubblica islamica Mahmoud Ahmadinejad due settimane fa. Il leader ha previsto che presto il Paese sarà colpito da una nuova scossa, e per questo molti dei 12 milioni di iraniani abitanti di Teheran dovrebbero trasferirsi in zone non pericolose.

“Molte donne che non si vestono in modo appropriato corrompono la castità degli uomini, li spingono all’adulterio, facendo così aumentare la possibilità di terremoti”, ha detto Hojatoleslam Kazem Sedigh.

Ragazze e signore, in Iran, dovrebbero essere coperte dalla testa ai piedi, ma molte, soprattutto le più giovani, ignorano questi rigidi codici di abbigliamento, indossando solo sciarpe morbide a coprire i capelli.

“Che cosa dobbiamo fare per evitare di essere sepolti sotto le macerie? si chiede Sedighi. Non c’è altra soluzione che trovare rifugio nella religionee adattare i nostri stili di vita a quelli prescritti dall’Islam”.

A confermare la tesi, anche il ministro del Welfare Sadeq Mashooli: “Le preghiere e i voti per il perdono sono le formule migliori per evitare i terremoti. Non possiamo inventare un sistema che prevenga il sisma, ma Dio ha creato quel sistema, che consiste nel rifuggire dal peccato, pregare, invocare il perdono”.

[http://www.blitzquotidiano.it/]

[http://www.dailymail.co.uk/]

11 feb 2010

Live blogging da Teheran

Gli eventi di Teheran si possono seguire attraverso Twitter, per esempio qui: http://twitter.com/IranStreets, http://twitter.com/nextdays. Anche se il flusso dei Twitt si è interrotto da un po’. Brutto segno.

[http://reroad.blogspot.com/]

13 ott 2009

Poster for Green Iran

IRAN_osvaldo_gaoma

I graphic designer sostengono a modo loro la rivolta nell’Iran. Alcune cose sono straordinarie. Questo poster è di Osvaldo Gaona e ha un impatto incredibile.

[http://sdz.aiap.it/]

1 ott 2009

Traslitterazione del Persiano

transliteration_logo_lg

Il mondo informatizzato e le nostre disgrazie nazionali hanno costretto noi Iraniani ad inventarci un linguaggio nuovo che si chiama in gergo: Fingilish. Si tratta di trascrizione delle parole persiane con i caratteri latini. Questo stratagemma ha permesso a milioni d’iraniani di utilizzare i social network e l’internet in generale senza aver bisogno di strumenti specifici (leggi hardware/software). La cosa funziona abbastanza, ma l’utilizzo dei caratteri latini toglie un po’ d’immediatezza alle conversazioni. Insomma, non è la stessa cosa. Oggi ho visto questo nuovo servizio di Google che permette di trascrivere le parole in persiano utilizzando i caratteri latini, tutto online e senza bisogna di una tastiera con i caratteri persiani. L’ho provato e funziona davvero bene.

Milioni d’iraniani ringraziano.

.حالا میتونم با خیاله راحت بفارسی بنویسم

[http://it.wikipedia.org/wiki/Traslitterazione]

20 lug 2009

“Chi lascia la sua patria può vivere ovunque. Io però mi rifiuto di tornare in Iran solo per morire. Un giorno in Iran ci vivrò. Altrimenti la mia vita non avrà avuto senso”

Marjane Satrapi commenta gli eventi nell’iran sull’ “Internazionale”. Non lo penso come lei, ma l’argomento mi tocca enormemente.
Grazie Paolo per la segnalazione.

[http://www.internazionale.it/]

25 giu 2009

All’improvviso, l’incoscienza

I giocatori della nazionale Iraniana del calcio che durante la partita contro la nazionale Nordcoreana avevano indossato le fascette verdi della protesta, all’improvviso si sono “ritirati” dal mondo del calcio. Da notare che due di loro, Ali Karimi e Mehdi Mahdavikia, sono considerati i pilastri della squadra. Soprattutto Mahdavikia è stato l’autore del gol vittoria dell’Iran contro gli Stati Uniti, durante i mondiali Francia 98, e a quei tempi era uno specie di eroe nazionale. Se non ci fossero in mezzo i morti, avrei visto bene il mitico Antonio Albanese, nei panni di Frengo, a fare la cronaca paradossale degli eventi nell’Iran.

24 giu 2009

La protesta va in bazar

bazaartehran.jpegI contestatori nell’Iran cambiano strategia e lo fanno in modo brillante, efficiente e non violento. L’idea è di recarsi quotidianamente in massa nei bazar, silenziosamente e senza pronunciare slogan. Senza gesti provocatori e senza esibire simboli che possano causare reazioni. L’obiettivo è congestionare il bazar e di conseguenza tutta l’attività commerciale. Una sorta di sciopero generale non dichiarato. Ogni iniziativa repressiva contro i dissidenti in questo modo andrebbe a bloccare involontariamente anche il bazar. Inoltre, questa situazione offre un pretesto anche ai commercianti per abbassare le serrande, e perciò partecipare alla protesta, senza rincorrere nelle sanzioni previste. È una tattica di lotta “dolce” che ricorda certe mosse di Gandhi.

Questa idea è stata lanciata ieri sulla pagina Facebook del candidato dell’opposizione Mir Hossein Mousavi.

20 giu 2009

Vedersi morire

Ho visto questo orribile filmato. L’ho visto una sola volta e non ho il cuore per riguardarlo. Si vede una giovane donna mentre muore. Le hanno sparato. Lei è bella, è giovane. Forse non doveva essere li. Forse non doveva scendere per la strada. Forse non doveva urlare la sua disapprovazione. A morire non è solo lei, insieme a lei moriamo un po’ tutti noi che siamo nati in Iran. La nostra tragedia è molto più lunga di questo filmato.

[http://tv.repubblica.it/copertina/polizia-iraniana-uccide-una-ragazza/34140?video]

“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché guardi il cielo, e se guardi il cielo, è perché credi ancora in qualcosa...„
Bob Marley

 

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