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Inside The American: a book by Anton Corbijn

Adoro il lavoro di Anton Corbijn. Questo grande fotografo olandese è stato praticamente il quinto membro degli U2 e l’autore di innumerevoli copertine per altri innumerevoli gruppi rock. Personalmente sono molto legato al suo lavoro con i Depeche Mode, Tom Waits e la sua magnifica copertina per “The Boatman’s Call” di Nick Cave. Adesso ho scoperto che Corbijn ha pubblicato un libro che documenta ciò che è avvenuto dietro le quinte del recente film di George Clooney “The American” girato in Abruzzo. Ho visto qualche foto di questo libro sul sito di Corbijn e mi sembra una figata colossale.
[http://www.schirmer-mosel.com/corbijn/]
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Tiberio Murgia

Leggo con dispiacere che è venuto a mancare Tiberio Murgia, uno degli attori caratteristi più noti del cinema italiano. Pur essendo sardo, lui faceva sempre la parte del Siciliano ovviamente molto stereotipato. Per me rimane memorabile soprattutto in quel capolavoro assoluto che è “I soliti Ignoti” dove lui era il gelosissimo Ferribotte. Mi ha divertito molto leggere della sua vita privata da giovane, quando fu costretto più volte a cambiare città per colpa di storie sentimentali con le donne e per sfuggire all’ira dei familiari di queste. Ha rischiato per fino di morire in miniera, nel disastro di Marcinelle in Belgio, ma anche quella volta una relazione extraconiugale finì per salvargli la vita. Aveva una faccia indimenticabile. Che riposi in pace.
[http://it.wikipedia.org/wiki/Tiberio_Murgia]
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Occhio al giornale

Passano gli anni, cambiano gli attori, si passa dalla TV al cinema ma il giornale è sempre lo stesso. Sui blog tutti parlano di questa coincidenza. Io trovo inquietante il fatto che ci siano in giro delle persone che notano dettagli del genere.
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The Shining Illustrated

“What The Old Timers Used To Call Cabin Fever” è il titolo dell’illustrazione di Max Brown ispirata al film “Shining” di Stanley Kubrik.
I dettagli sono visibili qui.
[http://www.society6.com/studio/maxbrown/]
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I Gatti Persiani

Ho scoperto che la città più rockettara del mondo è Teheran. Detta così sembra incredibile, perché nel mondo ci sono dei posti in cui si suona meglio e si suona di più, ma a vedere il bel film di Bahman Ghobadi si capisce che il fuoco sacro del rock brucia lì più che altrove. “I Gatti Persiani” è un film semidocumentario che segue la quotidiana lotta di due giovani di Teheran, un ragazzo e una ragazza, per realizzare il loro sogno: creare una band di indie rock e fuggire verso Londra. La storia di questi ragazzi offre la scusa buona al regista per passare in rassegna i vari gruppi della scena rock iraniana e i loro problemi. Così si scopre che in Iran c’è una grande passione per la musica, che ci sono tante band attive che nonostante un governo ostile e tra mille difficoltà continuano a lavorare e a produrre musica. Si vedono dei ragazzi che entrano ed escono dalla galera con la sola colpa di avere suonato nelle feste non autorizzate; un gruppo metal costretto a fare le prove in una stalla tra le mucche e altre situazioni assurde ma anche spassose. La pellicola ha un ritmo scanzonato che la rende molto diversa dagli altri film iraniani ed è divertente da vedere nonostante l’amarezza generale. “I gatti persiani” è un film proibito, non ha passato la censura e non può essere proiettato in Iran. Per fortuna all’estero le cose sono andate meglio. A Cannes 2009 Ghobadi ha vinto il premio speciale “Un Certain Regard” e la pellicola ha trovato una distribuzione decente in europa. Per aggirare la censura il regista ha autorizzato anche il download libero e gratuito della versione in lingua persiana. Per motivare questa sua scelta, Bahman Ghobadi appare in un breve filmato dove prega tutti di vedere il film e di farlo vedere e di farlo conoscere a più persone possibili. In Italia il film è uscito in questi giorni. Se andate a vederlo a cinema aiutate indirettamente questi ragazzi. Sarebbe una bella cosa da fare.
Hey hey, my my
Rock n roll will never die
There’s more to the picture than meets the eyeHey hey, my my…
Grazie a Cannibal Kid per la segnalazione.
[Il blog ufficiale in Italiano]
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Il Joker sbagliato

Via Koku gamer
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Tags: Joker
Una vita come Steve McQueen
Sul sito di LIFE ci sono 20 fotografie inedite di colui che era più figo più tutti.
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Logorama

Logorama è un cortometraggio animato francese vincitore di molti premi prestigiosi, tra cui l’Oscar 2010 nella propria categoria. La particolarità di questa animazione consiste nel fatto che tutto ciò che si vede è stato creato intorno ai loghi, ai marchi e ai mascotte dei prodotti commerciali. La storia e le battute sembrano scritte da Quentin Tarantino e sono molto Pulp e molto divertenti. C’è un Ronald McDonald cattivissimo e un Mastro Lindo gay. Questo filmato è il sogno di ogni grafico che si rispetti. Io avevo visto un po’ di tempo fa la versione in Inglese e oggi ho trovato anche la versione con i sottotitoli in Italiano grazie al blog di EmmeBi.
Logorama dura In totale una quindicina di minuti ed è un concentrato di creatività. La visione è consigliatissima.
Prima parte
Seconda parte
[Logorama su Wikipedia]
[http://www.logorama-themovie.com/]
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Motel Woodstock

Il nome Woodstock evoca tante cose: la controcultura giovanile, la liberazione sessuale e soprattutto un’utopia al ritmo del rock. Il documentario che raccontava quel concerto è ormai un classico, per non parlare dei dischi e le varie pubblicazioni che hanno raccontato e sviscerato quell’evento sotto tutti i punti di vista possibili. “Motel Woodstock” di Ang Lee invece racconta la storia del maxi raduno hippy da dietro le quinte e in modo divertente e scanzonato. Il film è basato sulle memorie di Eliott Tiber, un ragazzo ebreo che all’epoca gestiva uno sfigatissimo motel insieme agli anziani genitori nel nord dello stato di New York e che contribuì involontariamente alla organizzazione del concerto in modo determinante.
Mi risulta che questo film non abbia avuto grande successo, né di pubblico né di critica. Personalmente l’ho trovato piacevole, intelligente e leggero. Una pellicola godibile, anche se non straordinaria. “Motel Woodtock” mi è piaciuto forse perché di solito provo simpatia per le persone che stanno all’ombra dei grandi eventi. Per esempio, se sento parlare di una guerra storica, il mio pensiero e la mia simpatia vanno subito ai poveri soldati mandati a morire piuttosto che ai generali e alle loro ingegnose manovre. Perciò questa storia di persone terra terra, in lotta per la sopravvivenza e in cerca di due soldi, mentre migliaia di giovani lì vicino puntavano a cambiare il mondo, mi affascina. Poi a dire la verità, pur amando molto la musica, l’arte e le ideali di quegli anni, ho poco simpatia per i giovani di allora. Quelle persone hanno avuto delle belle idee, e delle grandi utopie; poi molti di loro, non si capisce come, hanno finito con dimenticare tutti quei principi e diventare avidi e conformisti peggio dei loro padri. Se oggi il mondo sta andando a puttane è anche colpa di quella generazione. A vedere cosa andavano proclamando ai tempi di Woodstock, e come si sono comportati dopo, un po’ di rabbia verso loro penso che sia inevitabile.
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100 Personaggi Pixar

Qui c’è uno splendido poster di Juan Pablo Bravo che mette in fila 100 personaggi creati dalla Pixar. La cosa divertente è che permette di confrontare le altezze dei vari personaggi.
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