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Alejandra Laviada
Lei prende gli oggetti brutti e crea delle forme belle. Ogni cosa da sola rimane sgradevole ma la composizione che ne esce affiancandola agli altri oggetti è un trionfo d’armonia. Alejandra Laviada è un’artista messicana e le sue opere mi affascinano molto.



[http://www.alejandralaviada.com/]
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Nina Nolte
Questi quadri acquatici di Nina Nolte mi piacciono molto, anche se trovo un po’ freddino l’iperrealismo di questo tipo.


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Leah Giberson

Le opere di Leah Giberson mi ricordano certi quadri di Edward Hopper: hanno gli stessi giochi di luce e trasmettono la stessa desolazione.

[http://www.leahgiberson.com/]
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Azuma Makoto


Le installazioni botaniche di Azuma Makoto hanno radici antiche fondate nelle tradizioni giapponesi, ma allo stesso tempo sono tecnologiche e futuribili. Gli alberi Bonsai messi sotto ghiaccio e i fiori di metallo trasmettono tutta l’angoscia del mondo con una calma orientale.
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I Cerchi

La figura del cerchio da sempre stimola i filosofi e gli artisti. In questa serie di fotografie Rick Chapman insegue la perfezione nascosta delle forme circolari e sferiche negli elementi naturali e negli scenari quotidiani.


[http://www.rickchapman.com/circle/index.html]
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Helen Sear

Due immagini diverse e sovrapposte. Un po’ dentro e un po’ fuori. Non è un paesaggio né un ritratto. L’immagine di sfondo sembra più solida, quella in primo piano è invece quasi trasparente. Questi quadri di Helen Sear sono veramente belli. Mi sembrano un’efficace rappresentazione della nostra fragile esistenza che siamo qui solo di passaggio.


[http://www.klompching.com/helensear/itvthum.htm]
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Landschaft mit haus
In italiano si direbbe “Paesaggio con casa”, ma il titolo della serie è in tedesco e ha un suo fascino. I quadri dell’illustratrice moscovita Maria Zaikina sembrano i fotogrammi di un film o certi paesaggi che si vedono viaggiando con il treno. C’è molto movimento nella loro staticità. Lei dichiara di essersi ispirata al film “Alice nelle città” di Wim Wenders. Non ho visto il film, ma mi fido.



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Tracking Transience

Hasan Elahi è un artista statunitense originario di Bangladesh. In 2002 Elahi, che tra l’altro è anche docente universitario, è stato accusato ingiustamente di essere un terrorista islamico e ha rischiato di finire direttamente a Guantanamo. Per convincere l’FBI della sua innocenza, Elahi fu costretto a ricostruire le proprie giornate, giustificare gli spostamenti e le abitudini. Una volta scagionato da tutte le accuse, il professore decise di creare un’opera d’arte per ribadire la propria innocenza e lanciare un atto di accusa verso le autorità americane.
La sua idea fu semplice: volete sapere dove ero e cosa facevo? Allora ve lo dico prima che me lo chiediate.

Tracking Transience è un sito e un’installazione artistica itinerante, dove Elahi documenta quotidianamente e pubblicamente tutti i propri spostamenti, i pasti e gli incontri. Un dispositivo GPS segnala costantemente il posto in cui si trova il professore. Visitare il sito provoca una certa sensazione soffocante di disaggio, anche se non c’è nulla di particolarmente disturbante. Si capisce che il doversi giustificare, senza motivo, è una cosa davvero brutta. Un progetto artistico ben riuscito non c’è che dire.
[http://trackingtransience.net/]
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Leandro Erlich



L’argentino Leandro Erlich gioca con i riflessi e manipola la percezione della realtà. Le sue installazioni sono complesse e geniali.
[http://www.leandroerlich.com.ar]
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Jean Moiras

Guardare i quadri di Jean Moiras mi rilassa. Sarà perché ormai in giro non si vede altro che opere esageratamente complesse, cose più o meno audaci e concetti sottili al limite dell’incomprensibile. Perciò vedere una volta tanto dei quadri belli, tranquilli e semplici è una boccata d’aria fresca. Anche perché la semplicità non vuol dire superficialità né banalità.
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