La caccia al tesoro
Uno dei piaceri della vita è leggere un libro di Andrea Camilleri. Amo tutto di questi libricini neri: il loro gradevole profumo di carta, il dialetto siciliano, i personaggi e soprattutto l’intelligenza dell’autore. Quando finisco di leggerli li metto tutti in fila, uno vicino ad altro, su un piano della mia libreria dedicati a loro e ogni tanto mi fermo a guardarli. Vederli così, tutti insieme, è una cosa che mi ispira. Le storie che Camilleri racconta sono sempre belle, ricche, calde e divertenti. Dopo un decennio da lettore accanito dei suoi libri non sono mai rimasto deluso da nessuno dei suoi lavori. Prima o poi poteva succedere e alla fine purtroppo è successo: l’ultimo libro di Andrea Camilleri è una delusione totale per me. “La caccia al tesoro”è scritto benissimo, ci mancherebbe altro, ma alla fine si rivela una storia Splatter piuttosto sempliciotta che assomiglia in modo sconcertante a certi scadenti film horror visti negli ultimi anni. Se questo materiale finiva nelle mani di Quentin Tarantino, invece che quelle del commissario Montalbano, probabilmente qualcosa di interessante ne usciva fuori ma così è francamente deboluccio. Per carità, non è nulla di grave. È il primo scivolone del maestro dopo tanti e tanti libri ben riusciti. In ogni caso se non avete mai letto un libro di Camilleri non cominciate da questo. Pigliate un qualsiasi altro suo libro e andrete benissimo.
Archiviato in Libri | Commenti (0) | 23 giugno 2010
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