Archivio » maggio 2010
We are bringing oil to American shores
Un po’ di umorismo nero, come il petrolio, attraverso la grafica e corporate identity.
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Tags: BP Disaster
A tribute to Diego Alberto Milito
Secondo me a giorno d’oggi è inutile scaldarsi troppo per il calcio e per i calciatori. Questo per il semplice motivo che mentre noi altri facciamo seriamente fatica a tirare avanti con le nostre vite, loro, i calciatori, se ne vanno in giro in Lamborghini. Quest’anno Diego Milito ha fatto delle cose fantastiche, e mi è piaciuto molto il suo modo di giocare, di fare gol e di festeggiare. Mi ritengo un simpatizzante dell’Inter, non un vero tifoso. Ho già troppi dispiaceri nella vita, perciò non voglio impantanarmi anche nelle cose calcistiche con le sue gioie e dolori. Questo disegno è solo un omaggio a Milito e alla sensazionale stagione dell’Inter.
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I Cerchi

La figura del cerchio da sempre stimola i filosofi e gli artisti. In questa serie di fotografie Rick Chapman insegue la perfezione nascosta delle forme circolari e sferiche negli elementi naturali e negli scenari quotidiani.


[http://www.rickchapman.com/circle/index.html]
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Le onde congelate

Sembrano delle maestose onde oceaniche congelate all’improvviso. In realtà non si tratta delle onde vere, ma dei ghiacciai che si trasformano e si evolvono nel corso dei decenni e che ogni tanto assumono anche delle forme ondeggianti. Le trovo davvero splendide.

[http://www.environmentalgraffiti.com/]
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I’m not an artist
È una cosa talmente scema e incasinata che alla fine riesce a trasmettere una precisa idea di caos . Non sarà arte, però è divertente e creativo. Da vedere.
[http://iamnotanartist.org/index.php]
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Helen Sear

Due immagini diverse e sovrapposte. Un po’ dentro e un po’ fuori. Non è un paesaggio né un ritratto. L’immagine di sfondo sembra più solida, quella in primo piano è invece quasi trasparente. Questi quadri di Helen Sear sono veramente belli. Mi sembrano un’efficace rappresentazione della nostra fragile esistenza che siamo qui solo di passaggio.


[http://www.klompching.com/helensear/itvthum.htm]
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Eyjafjallajökull
Stanco di vedere immagini mediocri dell’impronunciabile vulcano islandese, il film maker Sean Stiegemeier decise di andare a riprendere l’evento in persona. Dopo quattro giorni di viaggio e un giorno e mezzo di riprese ha realizzato questo filmato maestoso. In effetti, il risultato è di gran lunga migliore di tutti gli altri filmati che sono circolati in questi giorni.
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Hearts and Bones – Paul Simon

In questo periodo ascolto assiduamente “Hearts and Bones”, probabilmente l’album meno venduto e più sottovalutato di Paul Simon. Quando uscì nel 1983, “Hearts and Bones”, ebbe vendite modeste e una fredda accoglienza da parte di critica. Mi viene da pensare che forse era troppo personale e raffinato per quegli anni ruspanti. Eppure queste dieci canzoni sono musicalmente ricche e hanno degli splendidi testi introspettivi con delle osservazioni ironiche sulla mezza età degne del miglior Woody Allen. Ci sono delle canzoni sugli amori in corso (“Hearts and Bones”) e sugli amori finiti (“Train in distance”). C’è un omaggio surreale al pittore Magritte (“René and Georgette Magritte with their Dog after the War”) e un geniale brano sull’era dell’informatica che stava per incominciare (“When Numbers Get Serious”). Il disco si chiude con “The Late Great Johnny Ace”, una riflessione amara sulla morte di John Lennon che incorpora una composizione di Phillip Glass.
“Hearts and Bones” è uno dei dischi più belli di Paul Simon.
Da riscoprire.
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Landschaft mit haus
In italiano si direbbe “Paesaggio con casa”, ma il titolo della serie è in tedesco e ha un suo fascino. I quadri dell’illustratrice moscovita Maria Zaikina sembrano i fotogrammi di un film o certi paesaggi che si vedono viaggiando con il treno. C’è molto movimento nella loro staticità. Lei dichiara di essersi ispirata al film “Alice nelle città” di Wim Wenders. Non ho visto il film, ma mi fido.



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Io che danzo tra di voi

Il fotografo Jordan Matter ha fatto danzare dei ballerini e delle ballerine in mezzo ai consueti scenari newyorchesi per realizzare uno strepitoso servizio fotografico. Il progetto è intitolato Dancers Among Us. Non ci sono trucchi o effetti speciali, solo ore ed ore di allenamento e di preparazione.


Via Urlesque
[http://www.jordanmatter.com/]
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