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Contra – Vampire Weekend

“Contra”, il secondo disco dei newyorchesi Vampire Weekend, prosegue i sentieri tracciati nel loro primo album e delinea chiaramente il loro progetto artistico. Le sonorità africane che avevano caratterizzato il loro primo lavoro qui diventano ancora più marcate. “Graceland” di Paul Simon è sicuramente un riferimento in questo senso. Questi figli di buona borghesia ebraica e frequentatori dei college dell’Ivy League, non sono interessati ai concetti di lotta di classe o le difficoltà quotidiane per guadagnare la pagnotta. Loro non fingono di essere ciò che non sono e di questo gliene va dato atto. Nelle loro canzoni si parla dei sentimenti e la confusione esistenziale di chi vive un’epoca che è sostanzialmente priva d’affetti. I testi possono sembrare banali o addirittura insensati – c’è l’orzata che fa rima con l’aranciata, per dirne uno – in realtà sono assai ricercati e complessi. Tutto è un affascinante gioco di accostamenti che inganna e confonde. Questa confusione è funzionale al progetto artistico dei “Vampire”. Una band dei fighetti newyorchesi che suona come un manipolo di Zulu è già un accostamento strano. Come è strana la ragazza bionda della copertina messa vicina al titolo che ricorda i ribelli Nicaraguensi. Un titolo che a sua volta potrebbe essere un omaggio ai Clash di “Sandinista”. I Clash che sono omaggiati, in persona di Joe Strummer, nella canzone “Diplomat’s Son”, figlio del diplomatico, come dire che anche lui a sua volta era un privilegiato se si vuole metterlo così. “Contra” è il primo album importante di quest’anno, anche se è stato registrato l’anno scorso, ed è un bel disco. Meglio non pensare troppo ai Clash, in ogni caso.
Titolo: Contra
Artista: Vampire Weekend
Anno: 2010
Produttore: Rostam Batmanglij
Etichetta: XL Recordings
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Tags: Review







