I migliori dischi degli anni 2000
Per quanto mi riguarda questo che sta per finire non è stato certo un decennio felice. Se avessi potuto dormire dall’anno 2000 fino a questa mattina mi sarei risparmiato una marea di amarezze e delusioni. Purtroppo sono stato costretto a viverli questi anni maledetti e uno dei pochissimi piaceri che ho potuto avere dalla vita è stata la musica. Anche se devo ammettere che nemmeno in quel versante il decennio è stato esaltante.
Penso che l’evento musicale più importante di questi anni sia stata la scomparsa dei supporti fisici che di conseguenza ha decretato la scomparsa degli album così come li abbiamo considerati per una quarantina d’anni. Oggi ascoltiamo tante canzoni singole e le mescoliamo come ci piace. Mi capita sempre più di rado di ascoltare un album nella sua interezza mentre mi riempio le orecchie con ore di pezzi provenienti da tanti album diversi e scelti da un algoritmo casuale. In ogni caso quelli che seguono sono gli album che io giudico i migliori degli anni Zero. Dieci dischi erano pochi, venti dischi sarebbero stati troppi perciò elenco quindici dischi. La lista è personale, non ha alcun valore scientifico o artistico ma è un gioco che mi piace. Spero che i vostri anni Zero siano stati migliori dei miei e vi auguro grandiosi anni Dieci.
1. Warren Zevon – The Wind (2003)
L’uomo che per una vita aveva scherzato sulla morte ha la sventura di sapere che i suoi giorni stanno per finire entro pochi mesi. Invece di deprimersi decide di fare il disco migliore della sua vita. Così interpella i suoi amici – che si chiamano Bruce, Ry, Tom, Jackson e David – e registra un disco che è un inno alla vita. Con una versione beffarda e commuovente di “Knocking On heaven’s Door”. Indimenticabile.

2. Life, Death, Love and Freedom – John Mellencamp (2008)
Un ritratto duro, cupo e pessimista dell’America sotto George W. Bush. Qui un uomo cosciente della propria mortalità medita sull’amore, sulla morte e su tutto quello che ci sta in mezzo. Il suono è scarno e essenziale. La produzione è l’opera di T Bone Burnett, uno che sa il fatto suo.

3. Bruce Springsteen – The Rising (2002)
L’America è ferita e arrabbiata. Sono passati pochi mesi da quel maledetto giorno di Settembre e al primo posto della classifica c’è una canzone Country [“Courtesy of the Red, White, & Blue” di Toby keith] che esalta i sentimenti peggiori e auspica l’uccisione di tutti gli arabi con “l’asciugamano in testa”. A mettere a posto le cose e a dare una voce alla speranza ci pensa Bruce Sprigsteen: un artista con un’autorevolezza tale da non poter suscitare dubbi o equivoci. Il risultato del suo lavoro è “The Rising”, un disco che riconcilia in qualche modo gli americani con il mondo e il mondo con gli americani. Non è il disco migliore del Boss, neanche lontanamente, ma è uno dei più importanti.

4. A Rush of Blood to the Head – Coldplay (2002)
È inutile negarlo. I Coldplay sono il gruppo più importante del decennio. Sono gli unici, tra i nuovi gruppi, che hanno un indiscutibile peso commerciale, che riescono a sedurre le belle attrici e che sono capaci di riempire gli stadi. Qualche volta possono sembrare un po’ fragili ma non sono mai banali. Personalmente, fino ad oggi, non disprezzo nessuno dei loro dischi.

5. Ten New Songs – Leonard Cohen (2001)
Il frutto del sodalizio artistico tra Leonard Cohen e la cantante e produttrice Sharon Robinson è un magnifico disco che sfiora la perfezione in più di un suo momento. La voce di Cohen con gli anni migliora e diventa sempre più interessante. La musica è ipnotica e maestosa. È bellissima.

6. Illinois – Sufjan Stevens (2005)
Un “Concept Album” alla vecchia maniera. Tutte le canzoni seguono un filo logico e raccontano delle storie che riguardano lo stato americano del titolo. “Illinois” è il secondo episodio (il primo era “Michigan”) di un progetto complessivo di Sufjan Stevens che prevede cinquanta album ognuno dedicato a uno degli stati dell’unione. Ogni brano offre qualche sorpresa e tutti insieme suonano davvero bene. Gli arrangiamenti sono ricchi e deliziosamente delicati.

7. Funeral – Arcade Fire (2004)
Il titolo potrebbe ingannare gli sprovveduti, perché questo disco d’esordio dei canadesi “Arcade Fire” invece sprizza vitalità da tutti i pori. La ritmica è eccezionale e la progressione del discorso musicale è assolutamente originale e innovativa.

8. Back to black – Amy Winehouse (2006)
Le quotidiane disavventure di Amy Winehouse sono diventate ormai stucchevoli, ma lei è una cantante straordinaria e “Back to black” ne è l’inequivocabile dimostrazione. Tra tutti i dischi degli anni 0 è probabilmente quello che sarà ricordato più a lungo.

9. The ’59 Sound – The Gaslight Anthem (2008)
Ragazzini di New Jersey cresciuti a pane e Springsteen. Nelle loro canzoni si può percepire la concitazione primordiale del Rock, qualcosa che ultimamente si sente sempre meno in giro. Delle volte ricordano i “Clash” e nelle parole citano pari pari il Boss però rimangono originali ed energici. Loro sono la speranza per la sopravvivenza del rock classico.

10. American IV: The Man Comes Around – Johnny Cash (2002)
Negli anni 90 il produttore Rick Rubin ebbe la felice intuizione di liberare il grande Johnny Cash da tutti gli inutili orpelli County che impigliavano la sua musica piazzandolo di fronte a un microfono con solo una chitarra come l’accompagnamento musicale. Nel quarto volume della serie American Recordings, questo stile asciutto raggiunge il suo apice. Cash trasforma delle canzoni arcinote in qualcosa di mai sentita prima. “In My Life” dei Beatles, “Personal Jesus” dei Depeche Mode e soprattutto “Hurt” dei Nine Inch Nails nella voce di Cash acquistano una nuova essenza. Johnny Cash muore un anno dopo la pubblicazione questo disco, un fatto che ne accresce il valore spirituale a dismisura.

11. Broken Boy Soldiers – The Raconteurs (2006)
Jack White è sicuramente tra i musicisti che di più hanno caratterizzato gli anni zero. Dopo le ottime cose fatte insieme alla ex-moglie Meg sotto la bandiera di “The White Stripes” (leggi po-po-popopo- po…) lui ha dato via a una serie di progetti paralleli il più riuscito dei quali è sicuramente il supergruppo “The Raconteurs”. Il loro disco di debutto, questo “Broken Boy Soldiers”, offre un Rock elettrizzante, grezzo e low fi. Tutto registrato in presa diretta e senza fronzoli.

12. By The Way – Red Hot Chili Peppers (2002)
Dopo i fasti di “Californication” i RHCP sfornano il loro disco più accessibile di sempre. La musica pur essendo più melodica del solito è graffiante più che mai. Anche qui la produzione è di Rick Rubin.

13. Canzoni a manovella – Vinicio Capossela (2000)
In alcuni momenti ricorda Tom Waits, ma rimane un lavoro assai originale. In Italia un disco così bello non si sentiva da anni e non si è sentito neanche dopo.

14. West – Lucinda Williams (2007)
Non capirò mai il meccanismo per cui gli eventi spiacevoli finiscono a ispirare le cose più belle. Lucinda Williams qui canta la fine di un amore e la perdita di una persona cara senza piangersi addosso, con dolcezza e con grande classe. Alle chitarre ci pensa Bill Frisell e ciò non è un dettaglio secondario.

15. Vampire Weekend – Vampire Weekend (2007)
Qui ci sono un po’ d’idee nuove e qualche interessante contaminazione. Loro sono bianchi, giovani e newyorchesi ma nella loro musica si avvertono delle sonorità africane rivedute e corrette. Certe volte virano verso Ska e Reggae e in altri momenti richiamano in memoria la New Wave stile Talking Heads. Il risultato è apprezzabile. In altre epoche sarebbero passati inosservati, ma di questi tempi è tutto grasso che cola.

Vedi anche:
- It was a very good year: i migliori dischi del 2010
- 20 Dischi Live
- 20 Dischi Jazz
- Le migliori 20 colonne sonore della storia (secondo me!)
Archiviato in Dischi, Musica | Commenti (10) | 29 dicembre 2009
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10 Commenti per “I migliori dischi degli anni 2000”
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dicembre 29th, 2009 at 5:18 pm
Gran bella classifica, 3 album sono anche nella mia.
Dei Raconteurs ho preferito il secondo disco che è veramente magnifico, splendido anche il disco di Lucinda Williams mentre di Vinicio adoro alla follia Ovunque Proteggi
dicembre 29th, 2009 at 5:30 pm
@spino: Sì il secondo dei “Raconteurs” piace moltissimo anche a me, ma sul primo disco c’è “Steady As She Goes” che mi fa impazzire.
dicembre 29th, 2009 at 11:36 pm
Zevon, Mellencamp, Springsteen, Cohen, Arcade, Cash e Williams anche tra i miei
dicembre 30th, 2009 at 9:27 am
Bella classifica, molto americana. Condivido alcuni dei tuoi top. E ti metto nei miei blog preferiti. Ciao
gennaio 11th, 2010 at 2:17 pm
ottime scelte, un paio figurano anche nella mia top che sta attualmente sul mio blogghino. qualche riserva giusto sui red hot.. però grandi gaslight anthem! allora non sono l’unico in italia a conoscerli e apprezzarli
gennaio 11th, 2010 at 3:10 pm
Ciao Cannibal kid,
Ho visto le tue scelte dei dischi degli anni 0, e condivido molti. Red, Hot sono un pò troppo mainstream ormai ma io non ritengo che la popolarità sia un diffetto. Hai un blog bellissimo e sono felice di averti conoscuto, sarai presto nel mio blogroll.
gennaio 11th, 2010 at 4:26 pm
riguardo ai red hot non intendevo dire che si sono svenduti o altro
io poi non ho nulla contro il mainstream, figurati che sono un fan di lady gaga e altre porcate commerciali..
è solo che dopo californication, album cui sono legato, nè by the way nè il doppio stadium arcadium mi hanno convinto un granché
comunque grazie per i compliments, io ti ho già aggiunto al mio blogroll!
gennaio 11th, 2010 at 5:25 pm
ahhh, alora avevo capito male., scusa Cannibal kid. aAche a me più di tutti piace “Californication”, “Stadium Arcadium” proprio non convinve neamche me.
gennaio 11th, 2010 at 6:58 pm
Concordo con Franco Zaio sul fatto che sia una classifica molto americana!!cmq le scelte che hai fatto sono tutti dischi notevoli…in ogni caso non sono del tutto d’accordo quando dici che 30 dischi sarebbero stati troppi, secondo me sarebbe stato il numero giusto…perchè in questo decennio ho avuto modo di incappare in altri grandissimi dischi (opinione personale eh!) quali: Radiohead-Amnesiac, Radiohead-In Rainbows, Sigur Ros-( ), Strokes-Is This it, Wilco-Yankee Hotel Foxtrot, Queens of the stone age-Songs for the deaf, Eels-Blinking lights and other revelations, Antony and the Johnsons-I am a bird now, Khonnor-Handwriting, The new pornographers-Twin Cinema…e qualche altro!!CMQ RIBADISCO LE TUE OTTIME SCELTE!!
gennaio 11th, 2010 at 7:55 pm
@babaz: è vero la mia classifica è moloto americana. perché pur essendo Iraniano io sono molto filoamericano, musicalmente parlando. Amo il rock più classico, perciò prima di dire che un disco è buono faccio dei paragoni “pesanti” con i superdischi del passato e allora tanti lavori non reggono il confronto e diventano piccoli, piccoli. In ogni caso dei dischi che hai citato diversi li conosco perfettamente e secondo me starebbero benissimo in ogni classifica e mi riferisco sopratutto ai grandissimi Wilco e devo dire che li ho colpevolmente dimenticati (vedrò di rifarmi). Mentre dei Radiohead degli anni 0 io preferisco “Hail to the thief”, sempre opinione personale. Lo scambio di opinione è sempre una bella cosa, grazie per il commento e la visita.