Archivio » settembre 2009
The Captain – Kasey Chambers & Shane Nicholson
Well I don’t have as many friends because
I’m not as pretty as I was
I’ve kicked myself at times because I’ve lied
So I will have to learn to stand my ground
I’ll tell ’em I won’t be around
I’ll move on over to your town and hideAnd you be the captain
And I’ll be no-one
And you can carry me away if you want to
And you can lay low
Just like your father and if
I tread upon your feet you just say so
’cos you’re the captain, I am no-one,
I tend to feel as though I owe one to youWell I have handed all my efforts in
I searched here for my second wind
Is there somewhere here to let me in I asked
So I slammed the doors they slammed at me
I found the place I’m meant to be
I figured out my destiny at lastDid I forget to thank you for the ride
I hadn’t tried I tend to runaway and hide
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Nic Hess
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Hana Davies


Belle fotografie e bei collage. La fotografa è francese e l’ho trovato su Flickr che è una miniera.
Mi piace molto.
[http://www.flickr.com/photos/waterandsleep/]
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Bruce Springsteen & The E Street Band – Udine 23/07/2009
Scrivo questo post tardivo a distanza di quasi un mese e mezzo (o giù di li), perché durante quest’estate ho letto moltissime recensioni entusiaste, ed enfatiche, sui concerti di Springsteen in giro per l’Europa e la cosa mi ha stancato. Non volevo scrivere l’ennesima recensione calorosa che secondo me non serve. La grandezza della E Street Band dal vivo è ormai cosa nota e continuare a ripeterlo è solo una masturbazione mentale. Detto ciò, non posso non scrivere due righe a proposito. Allora chiarisco subito, a scanso di equivoci, che: 1) Bruce e la banda sono in forma fantastica in questo momento e i loro concerti dal vivo sono belli più che mai. 2) Per quanto mi riguarda vedere Bruce Springsteen dal vivo è la migliore droga legale che mi possa concedere. Adesso vorrei cercare di essere più sobrio e tranquillo nel parlare del concerto di Udine.
Quello di Udine è stato un grande concerto, anche se diverso dagli altri ai quali ho assistito. Probabilmente perché Udine non è una grande città come Milano o Roma. Le dimensioni contenute dello stadio e la rilassatezza dell’ambiente, ci hanno permesso di raggiungere il “Pit” pur arrivando relativamente tardi. Vedere il concerto da pochi metri di distanza è ovviamente un’esperienza memorabile che migliora la percezione complessiva dell’evento. Per toccare il boss, durante le sue escursioni sotto il palco, mi sarebbe bastato allungare il braccio. Comunque mi sono trattenuto. L’organizzazione è stata davvero eccellente e il comportamento ineccepibile del personale addetto alla sicurezza ha contribuito a mantenere l’aria da festa paesana dall’inizio alla fine.
La scaletta della serata è stata probabilmente la meno esaltante dei tre concerti italiani. Comunque non ci si può mica lamentare: abbiamo avuto una meravigliosa “Something in The Night”, una caldissima “Streets On Fire” e la rara “Be True”. Per non parlare di tutte le altre canzoni. Particolarmente bella “Johnny 99” in versione super elettrificata ed extralong.
“No Surrender” è una delle canzoni che hanno segnato la mia esistenza. Non arrendersi di fronte alle spiacevolezze della vita è molto più di uno sterile slogan. È un modo di vivere. Non credo di essere stato abbastanza bravo ad assimilare il concetto, però a sentire questa canzone mi commuovo sempre. Mi fa sembrare che valga la pena aspettare il giorno che arriverà dopo oggi. A Udine è stata suonata meravigliosamente, elettrica e superba.
È solo Rock & Roll?
Secondo me è molto di più.
Sulla qualità dell’esecuzione, come dicevo, io non posso aggiungere nulla che non sia già stato scritto: è stata semplicemente perfetta. Questi musicisti hanno un affiatamento tale che sembra di assistere al concerto di una sola persona invece che a quello di un collettivo. Poi c’è Bruce che a quasi sessant’anni d’età non mostra certo segni di cedimento. Tutto fantastico insomma.
Bruce e la Banda dal vivo non hanno rivali e sono in ottima salute. La mia preoccupazione, da fan incallito, è verso il discutibile approccio che il Boss sta dimostrando in questi ultimi anni con i dischi in studio. Se è vero che lui ha firmato un contratto plurimilionario per pubblicare altri dischi nuovi nei prossimi anni, c’è il rischio di trovarci con altri dischi come “Working On A Dream”. Ovvero con dei lavori esili e imperfetti che non sono degni di Springsteen. Invece spero che prossimamente ci saranno altri dischi e DVD dal vivo. Di quelli non avremmo mai abbastanza.
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Tags: Bruce Springsteen
Weniger, aber besser
Dieter Rams è uno dei più grandi maestri del design industriale al livello mondiale. È lui il nome che sta dietro ai prodotti marchiati Braun, dagli anni sessanta fino agli anni novanta. La sua influenza è evidente anche nei lavori di Jonathan Ive il designer dei prodotti Apple, in particolare per quanto riguarda l’ iPhone. Su Flicker c’è una raccolta dei lavori di Rams.
Il motto di Rams è: “Weniger, aber besser” (“Meno, ma meglio”).
Sembra facile.
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Leica à la carte
Posso costruirmi una Leica come desidero.
Costa 4300 €.
Sti cazzi.
[http://us.leica-camera.com/photography/m_system/leica_a_la_carte/configurator/]
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Tags: Leica
Contro i dolori muscolari

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Tags: Dr. House
Just between you and me





Gli oggetti per la reciproca dipendenza di Keetra Dean Dixon.
Via today and tomorrow.
[http://www.fromkeetra.com/posts.php?post=069]
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Tags: Arte
Baarìa
Tutti i giornali parlano con enfasi dell’ultimo film di Giuseppe Tornatore, “Baaria”, che è stato presentato al festival di Venezia. Dalle immagini che ho visto sembra molto impostato, artificiale e girato con troppo virtuosismo. Come uno spot pubblicitario. Non m’ispira.
Qui c’è il trailer.
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The Commitments

“The Commitments” è una storia bellissima che parla di musica, dei sogni abortiti e di essere sfigati. Il film l’avrò visto decine di volte e ogni volta è una grande emozione come la prima volta. Il libro è altrettanto, e diversamente, bello. Fa parte di una trilogia – gli altri due titoli sono “The Snapper” e “The Van”- che lo scrittore irlandese Roddy Doyle ha dedicato, sempre con ironia e leggerezza, alla dura vita della sua gente: quegli irlandesi che negli anni 80 facevano seriamente fatica a mettere in tavola il pranzo e la cena. Veder nascere e crescere una band è il sogno di ogni musicofilo che si rispetti. “The Commitments” permette di vivere questa esperienza. Poi in film c’è gente che appende il ritratto di Elvis sopra quello di papa, perché lo considera più alto in grado, e altre indimenticabili battute al vetriolo nonché un sacco di buona musica. Gli anni 90 se ne sono andati ormai da un pezzo ma questo film è una fetta dei miei anni 90 che rimarrà per sempre nel mio cuore. Lo stanno trasmettendo su RAI 4 in questi giorni. Perderlo è da fessi.
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