The Commitments

“The Commitments” è una storia bellissima che parla di musica, dei sogni abortiti e di essere sfigati. Il film l’avrò visto decine di volte e ogni volta è una grande emozione come la prima volta. Il libro è altrettanto, e diversamente, bello. Fa parte di una trilogia – gli altri due titoli sono “The Snapper” e “The Van”- che lo scrittore irlandese Roddy Doyle ha dedicato, sempre con ironia e leggerezza, alla dura vita della sua gente: quegli irlandesi che negli anni 80 facevano seriamente fatica a mettere in tavola il pranzo e la cena. Veder nascere e crescere una band è il sogno di ogni musicofilo che si rispetti. “The Commitments” permette di vivere questa esperienza. Poi in film c’è gente che appende il ritratto di Elvis sopra quello di papa, perché lo considera più alto in grado, e altre indimenticabili battute al vetriolo nonché un sacco di buona musica. Gli anni 90 se ne sono andati ormai da un pezzo ma questo film è una fetta dei miei anni 90 che rimarrà per sempre nel mio cuore. Lo stanno trasmettendo su RAI 4 in questi giorni. Perderlo è da fessi.
Archiviato in Cinema, Musica | Commenti (5) | 2 settembre 2009
5 Commenti per “The Commitments”
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settembre 4th, 2009 at 12:22 am
Concordo: grande film. D’altra parte Alan Parker con la musica ci sa fare (The Wall).
Alla prossima.
settembre 5th, 2009 at 10:57 pm
Ciao Shakib,
a volte mi spaventa l’affinità che trovo in te.
Il Film che posti quì non è nuovissimo, anche se apprezzo tantissimo la tua scelta!
L’ho adorato come il libro, la sua musica e l’autore, di cui ti consiglio “Alta Fedeltà.
Ps . durante uno dei miei ultimi viaggi in spalla verso l’Irlanda riconobbi all’aereoporto di Facolnara il chitarrista, accompagnato da una bella moracchiona.
Si proprio lui il riccolone rosso tipicamente Irish. Avevo dietro la mia guida sull’Irlanda della Peugeot che dedicava un piccolo spazio al loro film con la foto che lo ritraeva con la band.
Gli chiesi un autografo. Non so se era più stupito lui di trovare uno che lo aveva riconosciuto in un microspcopico e squallido aereoporto, o io. Fatto stà che ancora conservo gelosamente la dedica con annesso pupazzo disegnato.
Ps- attento a frequentare aereoporti, un giorno potrei copmparire con un foglio di carta e chiederti un autografo! eh eh eh
Saluts
settembre 5th, 2009 at 11:01 pm
Ps2- ho scritto una vaccata. “Alta Fedeltà è di Nick Horby.
The Commitments è di Roddy Doyle di cui ti consiglio “Paddy Clark ah ah”.. :-/
Vabbé..ciauz
settembre 7th, 2009 at 1:59 pm
mi è venuta voglia di vederlo! grazie!
settembre 10th, 2009 at 6:33 pm
Ciao Shakib,
ehmn…no “Paddy Clark” è uno dei pochi libri di Roddy Doyle a non esser stato “tradotto” in un’opera cinematografica.
Il consiglio è di leggerlo, merita!
Invece i libri tradotti in film dello stesso autore e con alcune presenze di The Commitments sono:
“Due sulla strada (The Van)”
“Bella Famiglia! (The Snapper)”
Sorvolo sulla traduzione dei titoli in italiano ma assicuro sui libri e sui film!! Belli davvero! Uno spaccato della vita irlandese dei tempi nostri.
Comunque ti avevo scritto per un altro motivo. Ti ho dato un premio, visita il mio blog e capirai.
Ciaooo Shakib!!!