Archivio » aprile 2009
Stephan Zirwes

Le fotografie aeree di Stephan Zirwes sono suggestive, creative e psichedeliche.
[http://www.stephanzirwes.com/]
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Le quattro facce della tigre
Qui c’è una galleria fotografica sulle tigri di bengala, dove si possono ammirare le quattro varietà cromatiche di questo splendido animale. La tigre di bengala è una specie in serissimo pericolo d’estinzione. Sono bellissime.
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Astral Weeks Live at the Hollywood Bowl – Van Morrison

Van Morrison dal vivo non è mai una garanzia assoluta: di sicuro è capace di suonare meglio di chiunque altro ma il suo carattere, mutevole e irascibile, ha finito per rovinare più di una delle sue esibizioni. La stessa incostanza ha caratterizzato in qualche modo anche la produzione dei dischi dal vivo, dove su tre album ufficiali due sono splendidi (“It’s too late to stop now”, “A Night in San Francisco”) e uno è decisamente sottotono (“Live at the Grand Opera House Belfast”). Insomma l’annunciato arrivo di un nuovo disco dal vivo non significava automaticamente che stesse per arrivare un grande disco, anche se le premesse erano ottime. Invece il disco che celebra il quarantesimo anniversario di “Astral Weeks” soddisfa tutte le attese e va anche oltre. “Astral Weeks Live at the Hollywood Bowl”, ci consegna un Van Morrison rigenerato che non si limita semplicemente a eseguire tutti i brani del celebre disco in fila ma che li rilegge in una forma più attuale e aggiornata. Questo doppio CD, registrato nel corso di due serate nel novembre 2008, ha un suono assai compatto e fluido. L’approccio è del tipo jazzistico, con l’orchestra che crea il tappeto sonoro per il passaggio del solista di turno. Van, dal canto suo, approfitta di questo meccanismo per rivedere gli arrangiamenti lasciando ampio spazio all’improvvisazione e alla creatività dei musicisti. Questa particolarità evoca lo spirito libero e contemplativo di “Astral Weeks” ed è un dettaglio importante. Tra i musicisti presenti nella numerosa orchestra il nome che più salta all’occhio è quello di Jay Berliner, il chitarrista che suonava anche in disco originale. Nella scaletta, oltre ai brani di “Astral Weeks”, ci sono altre due canzoni affini nella forma e nello spirito: “Listen To The Line” e “Common One”. Questo disco è vero Van Morrison come non ci capitava di sentire da molti anni; è bello e intenso in altre parole è mistico come “Astral Weeks”. Non si può domandare di più.
Thank you Van.
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Tags: Van Morrison
The blonde of “Blonde On Blonde”



Lei è la “Femme Fatal” dei Velvet Underground e dovrebbe essere la bionda del “Blonde On Blonde”. Di sicuro è stata la musa ispiratrice di Dylan per canzoni epocali come “Just Like a Woman” e “Most Likely You Go Your Way (And I’ll Go Mine)“. Ha avuto una vita che sembra un film e ci sono almeno due film che sembrano la sua vita. Lei è Edie Sedgwick, un mito rock.
UPDATE: Sul blog Vita da panda c’è un post molto dettagliato sulla vita di Edie Sedgwick per chi vuole approfondire (grazie a Superfly per la sgnalazione).
Photos by Jerry Schatzberg 1965-66, found on internet.
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Mini Psycho

Questo set dei mini personaggi del film “Psycho” è una vera figata. Penso che sarebbe piaciuto anche al grande Hitch.
Via Neatorama.
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I 20 panorami più belli del mondo

[Qui] c’è un’interessante, benché discutibile, elenco delle vedute più belle del mondo. Si passa dal Grand Canyon al Nepal e in mezzo c’è anche Firenze.
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Bad day
È stata una brutta giornata per me, per questioni personali, e sono anche molto dispiaciuto per la gente giù in Abruzzo. Non è difficile immaginarsi al posto loro e si deve ringraziare il destino che sto giro ci ha risparmiati. Questa brutalità del mondo è devastante e quando succedono cose di questo genere ci si deve rendere conto di quanto noi esseri umani siamo piccoli e inermi di fronte all’universo. Anche i problemi peggiori di fronte alla morte e distruzione si ridimensionano, perciò bisognerebbe prendere le cose con più leggerezza, essere più consapevoli ecc….
Purtroppo non sono così saggio e bravo per imparare lezioni esistenziali da questi eventi. Provo solo una grande e inutile tristezza e basta.
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Nick Cave

Non è quel Nick Cave. Quest’altro Nick Cave è un artista americano che reinterpreta i costumi tribali africani in modi surreali e sorprendenti.
[http://acidolatte.blogspot.com/]
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Tags: Arte
James Earl Jones recita l’alfabeto
Per chi non sapesse, James Earl Jones è la voce originale di Darth Vader nei film della saga di Guerre Stellari ed è un notissimo attore del cinema e della televisione. Qui lui recita le lettere dell’alfabeto con la sua caratteristica voce profonda e baritonale. Mi piace la chiarezza della sua pronuncia.
Via Swissmiss.
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Il ministero IKEA

A me le cose dell’IKEA piacciono perché sono carine e hanno un buon rapporto prezzo /qualità. Se uno vive in una città dove c’è il negozio IKEA, tutto è apposto. Basta comprare la roba e portarsela da soli a casa, se si vuole c’è anche la possibilità di noleggiare furgoni a prezzi modici. In caso di problemi si può sempre portare le cose indietro e chiedere la sostituzione. Tutto va bene insomma se si vive vicino al negozio. Se invece come il sottoscritto si vive in una città ridicola dove l’IKEA non è presente si può ricorrere, in teoria, all’aiuto dei servizi di consegna che la catena svedese fornisce a prezzi tutto sommato interessanti. Il fatto è che da lontano tutto è fantastico, come il loro catalogo, ma quando ci si avvicina di più ci si trova di fronte a una organizzazione sicuramente efficiente ma macchinosa che ricorda certi ministeri degli ex paesi socialisti. Per esempio non si capisce come mai per spedire certe cose a casa basta fare un cenno al personale addetto e per altre cose invece bisogna andare a prendere personalmente la cosa, portarla al servizio di spedizioni e pagare la spedizione a parte. Anche se allo stesso momento si ha un’ordine aperto per una montagna di altre cose che dovrebbero essere consegnati alla stessa destinazione. Io ormai un mese fa ho fatto degli acquisti all’IKEA e la merce mi è stata consegnata regolarmente. Mi manca solo una tavola, che poi è quella famosa che ho dovuto portare personalmente al servizio spedizioni, e che non si capisce dove sia finita. Ho chiamato il servizio clienti IKEA, naturalmente a pagamento, e lunedì dovrò mandare un fax e chissà quando riuscirò ad avere finalmente la mia tavola che ormai comincio a odiare per via di tutta la rottura di balle che mi sta causando. Per quanto riguarda l’IKEA, l’impressione è quella di parlare appunto con un ministero e trattare con loro, al di fuori del negozio, provoca la stessa spiacevole sensazione. So che si paga poco e non bisognerebbe avere troppe pretese ma visto che ho pagato per la tavola, mi piacerebbe poterla avere in casa prima o poi. Insomma se avete intenzione di fare acquisti dall’IKEA, non fidatevi troppo dei loro servizi. Portate le cose da soli a casa, se vi è possibile, che vi conviene.
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