Archivio » aprile 2009
Il manifesto vuoto

Questo blog pubblica periodicamente dei manifesti vuoti dei film: niente titoli, nessuna immagine né illustrazione. Solo l’impaginazione e gli spazi vuoti. Questo gioco a me piace tanto e lo consiglio ai cinefili e ai grafici.
[http://www.filmtheblanks.com/]
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Cup Stacking
Il “Cup Stacking” è un gioco di destrezza che consiste nell’impilare rapidamente dei bicchieri di plastica per creare una piramide o delle altre figure. I giocatori che praticano questa strana disciplina sono così veloci che non si riesce quasi a vedere il movimento delle loro mani mentre eseguono i loro numeri. Il campione mondiale di questo gioco è un ragazzino americano di origini filippine e si chiama Steven Purugganan. In questo impressionante filmato si può vederlo mentre esegue i suoi numeri a velocità pazzesca. Ricordo che Il filmato è a velocità normale. Sul sito di Time c’è un divertente servizio completo dedicato a lui.
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Senza titolo
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Rolls Royce alla cantonese

Sotto dove lavoro io c’è un negozio cinese che vende ogni ben di dio rigorosamente taroccato. Siccome nelle immediate vicinanze non ci sono altri negozi e dato che sono curioso, ogni tanto ci faccio un giro e compro anche qualche sciocchezza a pochi euro. Quello che mi diverte di loro cose è la totale inaffidabilità. Per esempio quando ho traslocato, mi servivano urgentemente dei sacchetti per i rifiuti (i classici sacchetti neri) e ho avuto la sciagurata idea di comprarli da loro invece di passare dal supermercato. Ho pensato che tanto i sacchetti per i rifiuti non potevano essere molto diversi da quelli in vendita da qualsiasi altra parte e siccome mi servivano sostanzialmente per portare in giro delle cose e non per gettare via i rifiuti non ero preoccupato neanche degli aspetti ecologici (credo che avessero la stessa biodegradabilità della kryptonite). Ad ogni modo quando ho messo un paio di riviste dentro uno dei suddetti sacchetti, il fondo cedette facendo cadere per terra tutto il contenuto. In sostanza non erano in grado di reggere nulla, avevano il fondo scucito ed io dovetti andare a comprare dei sacchetti normali dal supermercato per finire il mio lavoro. E fu così che scoprì la vera differenza tra roba buona e quella tarocca.
Oggi mi sono imbattuto in questo articolo che racconta come i cinesi abbiano clonato la “Rolls Royce”(costa 30.000 sterline anziché 350.000) e questo mi ha ricordato dei miei sacchetti di mondezza.
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Occasionissima

Questa casa è in vendita a 75 milioni di dollari. Considerando la debolezza del dollaro direi che ci si potrebbe fare un pensierino.
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Senza titolo
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Non è lupus

Questa maglietta ispirata a Dr. House è in vendita da TEE FURY. Design by Olechka.
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Tags: Dr. House
La NASA ci guarda

Sempre a proposito delle immagini aeree, c’è questo sito della NASA che pubblica quotidianamente delle fotografie satellitari molto belle e spettacolari. Qualche anno fa lo visitavo spesso e ora ci sono tornato dopo un sacco di tempo e l’ho ritrovato pieno di cose interessanti tra cui questa impressionante immagine dell’eruzione del vulcano Chaitén in Cile. Devo tornarci più spesso.
[http://earthobservatory.nasa.gov/]
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Sounds of the Universe – Depeche Mode
Il nuovo disco dei “Depeche Mode” è una macchina del tempo che si muove, senza soluzione di continuità, tra l’oggi e gli anni 80. L’utilizzo massiccio dei sintetizzatori analogici crea un suono che sembra uscire direttamente da un Commodore 64.
A ricordarci che ci troviamo nell’anno 2009 ci sono gli arrangiamenti attuali e soprattutto i testi aspri. Il pezzo d’apertura, “In Chain”, ha dei contenuti sadomaso che non rallegrano certo l’atmosfera, ma musicalmente parlando è molto bello e cresce con ogni ascolto. “Peace” sembra un (riuscito) tributo a Jean Michel Jarre. Le sperimentazioni elettroniche raggiungono l’apice, tra altro con buoni risultati, con “In Sympathy” . Il momento migliore del disco rimane comunque “Wrong” con il suo amaro resoconto degli errori che un essere umano è in grado di commettere.
“Sounds of the Universe” è un disco serio e adulto che funziona nel suo insieme e merita di essere ascoltato. Ha delle caratteristiche che piaceranno sia agli ammiratori di vecchia data dei Depeche Mode sia agli ascoltatori più orientati al rock come il sottoscritto.
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Tags: Depeche Mode
ZZ Top & Le Storie Tese

“X Factor” l’hanno vinto loro: gli Elio e le storie tese naturalmente. Il loro travestimento da ZZ Top è stato FANTASTICO, hanno cantato pure “Uomini col borsello” (sono ancora estasiato). In due minuti hanno rovesciato il senso stesso del programma. Sono loro i veri bastardi. Grandi davvero.
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