Bob Dylan a Trento – 15/06/2008



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Non c’è un solo Bob Dylan, ne esistono diversi: c’è il cantautore impegnato, il Rocker “traditore”, il cantante Country, l’artista intimista, musicista credente, il poeta e l’icona del Rock. Quando uno decide di andare a vedere un concerto di Dylan, rischia di trovarsi solo di fronte all’ultima reincarnazione dell’artista e non di fronte a qualcuno che rappresenta tutti questi metamorfosi. Per questo motivo ero molto scettico e non avevo nessuna intenzione di andare a vedere dal vivo uno dei miei miti in passaggio nella mia città (a proposito, quando è che uno diventa intestatario di una città? Quando ci si nasce o dopo che ci si vive per una vita? Boh…). Alla fine degli amici mi hanno convinto e ci sono andato.

Bob Dylan che sale sul palco di Trento è un posato signore, un po’ su con gli anni, vestito da Cowboy. Tutti gli altri Dylan non sono presenti. L’atmosfera è quella degli ultimi due dischi in studio, “Love and theft” e “Modern times”, con quella loro indefinibile miscela tra il country, il rockabilly e lo swing. Il concerto inizia con “Tweedle Dee & Tweedle Dum”, la band comincia a carburare e si può già intuire che questi musicisti vestiti di nero è gente che sa il fatto suo. Si prosegue alterando pezzi classici, nella versione “Country/Rockabilly”, con le canzoni recenti. Questo trattamento delle canzoni classiche dà dei risultati talvolta splendidi (“Highway 61Revisted” e “Ballad of a thin man”), talvolta buoni (“Lay lady lay”), altre volte mediocri (“Don’t think twice it’s all right” e “Blind Willie McTell”) se non addirittura irritanti (“Blowin in the wind” è stata terrificante). I pezzi più recenti ovviamente sono più fedeli alle versioni originali e sono suonati molto bene. Da ricordare “Spirit on the water” e “Thunder on the mountain”.

Per tutto il concerto Dylan suona una piccola pianola e non guarda nemmeno il pubblico: la leggenda lo vuole scortese e lui non la smentisce. La band ha un bel suono, anche se si ha la sensazione che Dylan la tenga un po’ a freno. Quando il capo li lascia correre loro danno spettacolo. Purtroppo le idee di Dylan sono più orientate alla Country e i musicisti si adeguano.

Alla fine è stato un bel concerto di “questo” Dylan. Però Il Dylan che io amo è giovane, porta gli occhiali neri, ha i capelli lunghi e a Trento non c’è mai stato.

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17 Commenti per “Bob Dylan a Trento – 15/06/2008”

  1. Sara ha detto:
    giugno 17th, 2008 at 12:03 pm

    Ti capisco. Pure io da una parte vorrei vederlo, la curiosità è grande, dall’altra sarei delusa come te e rimpiangerei il Dylan dei miei genitori e dei loro dischi in vinile! Ma secondo me hai fatto bene, è sempre un momento unico con questo grande personaggio, per fortuna possiamo sentircelo come era in cd freddi ma reali come allora!

  2. Jacopo ha detto:
    giugno 17th, 2008 at 12:39 pm

    Ciao Shahab,
    c’ero anch’io al concerto e sapevo che da qualche parte, tra la folla, ci saresti stato anche tu. Non sapevo cosa aspettarmi, perché molti mi avevano parlato negativamente di Dylan dal vivo, ma alla fine mi ha emozionato. E l’atmosfera era molto rock, “anarchica”, con l’invasione dei “poveri” che avevano pagato 30 euro (come me) nell’area riservata ai “ricchi” che avevano pagato 50 euro. Il principio sarà sbagliato, ma fa molto rock…E credo che se Bob avesse guardato dal palco, avrebbe sorriso…
    Stammi bene!

  3. shakib ha detto:
    giugno 17th, 2008 at 1:45 pm

    Ciao Jacopo,
    Beh l’invasione era prevedibile e onestamente non capisco cosa cavolo avessero pensato gli organizzatori. Alla fine si trattava di un concerto in un prato e avrebbe avuto molto più senso far pagare un prezzo basso e fisso a tutti e avrebbero avuto anche molti spettatori in più.Però chi aveva pagato 50 Euro ha ragione ad incazzarsi adesso: hanno pagato per un servizio che non hanno avuto. L’invasione era molto Rock in effetti, però il concerto si adattava di più a chi era seduto come il sottoscritto in cima alle tribune e guardava il palco con un binocolo. Da segnalare anche il passagio dei treni che rompeva le palle non poco.

    A presto,
    Sh

    X sara:

    Ciao Sara,

    è vero alla fine vedere un mito è comunque bello.
    Io continuo con i CD lo stesso.

    grazie e ciao,
    Sh

  4. Simone ha detto:
    giugno 18th, 2008 at 10:50 am

    Ciao a tutti,
    Io sono di Trieste e Bob per è il mio mito. Io al concerto alla fine ci sono andato per vederlo dal vivo, per dire “Sì, l’ho visto!” e penso che così tutti gli altri; perchè alla fine tutti lo consciamo con quei Wayfarer neri camicia a pallini e con quella voce “sospesa”.

    Non ascolto nessuna canzone di Bob dopo Blood on the Tracks, prima del concerto ho ascoltato una volta Modern Times e non mi piaceva, ora ascolto solo quello. Il concerto me l’ha fatto apprezzare parecchio!
    Comunque chiunnque volesse scambiare un pò di foto del concerto è benvenuto!
    Simone

  5. shakib ha detto:
    giugno 18th, 2008 at 12:37 pm

    Ciao Simone,

    Intendiamoci: “Modern Times” è un bel disco. Infatti i pezzi di questo disco l’hanno suonato prorio bene in concerto. Ma a io preferisco i vecchi dischi di Dylan di un’altra epoca. Quel Dylan era un genio assoluto, questo qui è solo un bravo artista.

  6. Ruggero ha detto:
    giugno 21st, 2008 at 12:35 pm

    Ciao ragazzi,
    il primo live di Dylan che ho ascoltato è stato a Villafranca(VR) nel 98 ed è stato stupendo, il secondo a Milano nel 2000 ed è stato stupendo ma diverso totalmente dal precedente e l’ultimo quello di TN che è stato totalmente diverso dagli altri ma comunque bello, ho capito una cosa sola, che Bob Dylan è imprevedibile, l’anno prossimo sarebbe capace di farti un live alla vecchia maniera e farti rivivere di nuovo grandi emozioni, lui non è statico ma è in continuo movimento. Comunque il concerto di Trento è stato effettivamente in certi momenti un po’ piatto, con la chitarra in pugno renderebbe molto di più.
    L’età per lui non conta, lui stesso lo ha dichiarato nelle sue interviste.

  7. shakib ha detto:
    giugno 23rd, 2008 at 5:54 pm

    Ciao Ruggero,
    C’è una battuta famosa su Dylan che dice più o meno così: “L’unica cosa prevedibile di Dylan è che è imprevedibile”.

  8. Talba ha detto:
    luglio 9th, 2008 at 9:18 am

    Ciao
    sono l’autore della foto ed un ammiratore di Bob da tanto. Ho anch’io avuto l’impressione che Dylan non volesse “lasciarsi catturare” e si spingesse lontano dal pubblico con interpretazioni difficili da gustare ed a volte irritanti. Ma lui è così, lui è stato, è e continuerà ad essere fino all’ultimo l’”hobo” errante che rivisita e fa rivivere la vera canzone popolare americana. E non per scherzo. Provate a vedere quanti concerti sta facendo intorno al mondo. Solo in giugno luglio ne ho contati circa 20, fra nord europa e sud. All’uscita del concerto l’ho incrociato che saliva in pullman e poi, per caso, anche in autostrada. Ecco, Bob è questo, l’hobo errante che ha fatto e continua a fare arte con la sua stessa vita, sempre in giro, senza famiglia e senza casa. Era l’una di notte ed io tornavo a casa, lui andava a Bergamo e poi ad Aosta e poi chissà dove, sempre avanti nel suo “never ending tour”.

  9. oddio ha detto:
    luglio 9th, 2008 at 6:39 pm

    Cari signori, non per fare il saccente, ma ho paura che di tutta la faccenda abbiate capito proprio poco. Sia chiaro questo non vuole essere in nessun modo un giudizio. Non è che tutti dobbiamo essere esperti di ogni arte, non dobbiamo per forza comprendere un quadro rinascimentale o cubista, la poesia surrealista o il folk esoterico. Non è che tutti per legge devono sapere cosa c’è dietro la musica che il signor Dylan propone in giro. Basterebbe, in tutta libertà, godersi la musica, oppure anche odiarla e passare ad altro. La cosa buffa è che proprio sul signor Dylan si concentri da decenni l’attenzione critica di un pubblico che magari sa a malapena l’inglese, che parla di “pianole”, di dischi come fossero libri, di “mito”. Sembra che se non c’è retorica non ci si diverta, se non c’è celebrazione non si sappia che pesci pigliare, se manca la “nostalgia” non ci sia divertimento. A tal punto il guardare troppa televisione riduce il gusto? A TN c’era uno degli ultimi cavalli di razza, ma se non si capisce non è un problema, ci si può sempre dedicare a cose più semplici e confortevoli

  10. shakib ha detto:
    luglio 11th, 2008 at 5:27 pm

    Grazie Talba per il tuo bellissimo commento e per la tua splendida fotografia, che ogni volta che la rivedo mi sembra più bella di prima. Mi ha fatto piacere ritrovare nelle tue parole la passione che unisce tutti noi che amiamo la musica (e anche il grande Zimmerman, ovviamente). Che è poi la stessa ragione che ci induce a scrivere queste parole e a confrontarci.

    Sh

  11. shakib ha detto:
    luglio 11th, 2008 at 5:49 pm

    Carissimo oddio,
    Se scrivi dei commenti qui è evidentemente perché sei anche tu un appassionato di musica e di Dylan in questo caso, e la cosa mi fa molto piacere e sei benvenuto. Non devi essere sempre d’accordo con quello che scrivo io. Però sappi che Io possiedo praticamente tutti i dischi di Dylan e lo ascolto e lo seguo da più di vent’anni( io di anni ne ho 41), perciò per me il sig. Dylan è un MITO e alcuni suoi dischi per ME sono come e più dei libri. Inoltre siccome pago io questo spazio e il blog è mio, parlerò della “Pianola” quante mi pare e piace. In ogni caso, anche se amo Dylan, non necessariamente mi deve piacere tutto quello che fa.

  12. Luna ha detto:
    luglio 21st, 2008 at 4:16 pm

    ciao a tutti, sono Luna, ho più o meno 16 anni e seguo Dylan da sempre.
    ho visto Dylan in concerto 6 volte, l’ultima volta a Chatillon, il 18 luglio 2008.
    è stato bellissimo, e ho capito che ogni volta nei suoi concerti è sempre un po’ migliore della volta prima.
    per me Dylan è un modello di vita, indipendentemente da cosa fa e cosa dice.
    anzi, lo ammiro, perchè è riuscito a realizzare ogni suo sogno, da quello di inocntrare Woody Guthrie a quello di essere una grande star.
    quindi, non badiamo alla qualità artistica e basta, ma anche a quello che c’è dietro.
    may you stay, forever young.
    luna

  13. shakib ha detto:
    luglio 21st, 2008 at 5:06 pm

    Luna: Hai 16 anni e hai già visto 6 volte Dylan in concerto? Ma sei un mito!

    Grazie della tua visita e del tuo commento.

    May YOU stay forever young.

    Ciao,

    Sh

  14. giuseppe ha detto:
    agosto 18th, 2008 at 7:58 pm

    un uomo non può essere sempre uguale negli anni è normale che anche bob dylan cambia….bisogna amarlo per quello che ha fatto che ha scritto che ha cambiato e che ha trasmesso….la cosa più bella di dylan è che lui non ha mai imposto niente a nessuno e non si è mai schierato con nessuno..ha lasciato la sua interpretazione a noi,di dire e pensare a modo nostro…sta il fatto che è stato un grande artista e un grande uomo… “no direction home” disco 1 e 2 guardatelo e scoprite quello che è stato soprattutto per i giovani…ciao e viva bob

  15. shakib ha detto:
    agosto 19th, 2008 at 10:21 am

    “No Direction Home” è molto bello. Ne avevo parlato anche io a suo tempo QUI.

  16. Fran ha detto:
    settembre 7th, 2010 at 8:54 am

    A me il concerto di Trento è piaciuto e anzi, ho apprezzato particolarmente “Blowin’ In The Wind” e “Tryin’ To Get To Heaven”.
    Sarà che era il mio 17 concerto di Dylan, che sono fan di lunga data, che amo tutte le facce di Dylan, che apprezzo il fatto che sperimenti ad ogni concerto nuove reinvenzioni delle sue canzoni. Ovviamente, così facendo, qualche esperimento gli riesce meglio qualche altro peggio, ma è il coraggio dell’esperimento che mi spinge a partecipare ai suoi concerti chiedendomi con cosa mi stupirà piacevolmente stavolta, e finora ci è sempre riuscito. Dulan non è l’autore che sale sul palco con tutto perfetto, tutto provato, tutti gli effetti speciali, gli assoli, i balletti, i coretti, la perfezione. Dylan è quello che lascia inciso l’abbiare del cane (“every grain of sand”) o la tosse (“the cough song”) perché l’anima di una canzone non è nella perfezione tecnologica o vocale o strumentale. Non per lui, non per me.
    May his songs always be sung!!

  17. shakib ha detto:
    settembre 7th, 2010 at 9:25 am

    @Fran: anche a me “Every Grain Of Sand” con il cane piace molto. La versione definitiva pubblicata sul “Shot Of Love” non è così bella in effetti. Grazie per il commento.

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