Giugno 2007

Non ci pensare, tutto è a posto…

Ven , 29 Giugno , 2007

Non serve stare seduta a chiederti il perché, piccola
Non è il caso, comunque
E non serve stare seduta a chiederti il perché, piccola
Se ancora non riesci a capirlo
Quando il tuo gallo canterà all’alba
Guarda fuori dalla tua finestra e me ne sarò andato
Tu sei il motivo per il quale vado via
Ma non ci pensare, tutto è a posto

Non serve accendere la tua luce, piccola
Quella luce che non ho mai visto
E non serve accendere la tua luce, piccola
Sono sul lato oscuro della strada
Speravo ci fosse qualcosa che tu potessi fare o dire
Per cercare di farmi cambiare idea e rimanere
Ma noi non abbiamo mai parlato abbastanza
Ma non ci pensare, tutto è a posto

Non serve gridare il mio nome, ragazza
Come non hai mai fatto
Non serve gridare il mio nome, ragazza
Non posso più sentirti
Sto pensando e domandandomi in tutti i modi lungo la strada
Una volta ho amato una donna, una bambina mi sono detto
Le ho dato il mio cuore ma lei voleva la mia anima
Ma non ci pensare, tutto è a posto

Me ne vado su quella lunga strada solitaria
Dove sono diretto, non posso dirlo
Ma arrivederci è una parola troppo bella, piccola
Così dirò solamente addio
Non sto dicendo che mi hai trattato male
Avresti potuto fare di meglio ma non mi interessa
Hai solamente sprecato il mio tempo prezioso
Ma non ci pensare, tutto è a posto

(Don’t Think Twice, It’s All right – Bob Dylan – 1963)

[http://bobdylan.com/]

Gli equilibri artistici

Mer , 27 Giugno , 2007

Peter Fischli e David Weiss costruiscono le loro installazioni mettendo in equilibrio gli oggetti più disparati.

[http://www.matthewmarks.com/]

Beach 149 - Olio su tela - 2005

Lun , 25 Giugno , 2007

L’artista si chiama Hilo Chen.

[http://www.bernarduccimeisel.com/]

Gimme Shelter

Sab , 23 Giugno , 2007

I film documentari che trattano il Rock - i cosiddetti “Rockumentary”- generalmente sono dei lunghi spot pubblicitari che servono a promuovere un’artista, un gruppo o un evento. Sono costruiti secondo un consueto e sterile copione che consiste in riprese dal vivo, qualche banale intervista e un po’ d’immagini “rubate” in backstage. Le eccezioni ovviamente ci sono: per esempio “Don’t look back” di D.A. Pennebaker, che documentava la tournee Inglese di Bob Dylan nel 1965 o “Gimme Shelter”, dei fratelli Maysles, che racconta i Rolling Stones in giro per gli USA alla fine degli anni sessanta. Il primo, pur essendo un film di notevole bellezza, è concentrato soprattutto sul personaggio Dylan e tratta marginalmente la sua musica; “Gimme Shelter” invece sfiora la perfezione riuscendo a raccontare la musica, i musicisti ed anche il momento storico.

Il film inizia, in modo convenzionale, con gli Stones sul palco della Madison Square Garden di New York per trasferirsi poi in una sala di montaggio dove i membri della band sono ripresi mentre ascoltano un’inchiesta radiofonica sulla loro tragica esibizione ad Altamont, in California, dove gli “Hell’s Angles” del servizio d’ordine hanno ucciso a pugnalate un giovane di colore sotto il palco. Poi ci sono delle immagini riprese proprio dal concerto di Altamont, montati a dovere per aumentare l’effetto drammatico. “Gimme Shelter” sembra un film in presa diretta, in realtà è il risultato di un lungo e pregevole lavoro in post produzione che provoca questa sensazione allo spettatore.

Se “Woodstock” raccontava il sogno e l’utopia degli anni sessanta, “Gimme Shelter” ne racconta l’incubo. Il film si chiude con Mick Jagger e soci che guardano il momento dell’assassinio a rallentatore: i maledetti Rock Star si confrontano con le conseguenze delle proprie azioni. Gli “Stones” appaiono come dei cattivi maestri ed è un ruolo che sapranno sfruttare benissimo negli anni successivi.

Titolo: Gimme Shelter
Anno: 1970
Registi: Albert Maysles, David Maysles, Charlotte Zwerin
Cast: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman, Mick Taylor, Jerry Garcia, Grace Slick

To Post or Not To Post…

Gio , 21 Giugno , 2007

C’è un tizio (o una tizia) che mi ha lasciato un commento abbastanza cattivo per una mia recensione, accusandomi di essere uno che non riflette molto sulla vita. Non ho nulla da ridire sulla sua opinione a proposito della mia recensione, ogni commento è benvenuto qui, ma ho notato che effettivamente non scrivo mai della mia visione sulla vita. Questo è in parte dovuto al fatto che non credo che le mie riflessioni esistenziali possano interessare a chicchessia e in parte perché sono disilluso, avvilito ed amareggiato rispetto a tante cose e non vedo perché devo influenzare negativamente dell’altra gente che magari vive la sua vita meglio di me. Perciò cerco un po’ di sollievo nella musica, nell’arte, negli oggetti curiosi e nei pensieri non convenzionali che trovo in giro e che poi trasferisco nei post di questo blog. Il resto lo tengo per me.

Come costruire un Moleskine HD

Mer , 20 Giugno , 2007

Questo blog spiega come combinare un disco rigido esterno con un taccuino Moleskine. Il risultato finale, come potete vedere, è molto carino.

[http://www.zonageek.com/]

Jerry Garcia / David Grisman

Dom , 17 Giugno , 2007

Jerry Garcia , in qualità di leader indiscusso dei Grateful Dead, era uno dei massimi esponenti del Rock psichedelico. Lui è famoso soprattutto per i suoi “viaggi” acidi con la chitarra elettrica in mano. Meno noto è invece la sua profonda conoscenza della musica popolare americana e la sua immensa passione per la musica tradizionale. Già nel 1970, in piena epoca Hippie di cui i Grateful Dead erano gli esponenti più rappresentativi, aveva guidato il gruppo a pubblicare un album folk-Rock che attingeva a piene mani dalla tradizione Bluegrass e Country. Quel disco era il celeberrimo “Workingman’s Dead”: un disco seminale tra i più importanti della storia del Rock e non solo. In suoi quasi trent’anni d’attività con i “Dead”, fino alla sua morte prematura avvenuta nel 1995, Garcia ebbe apparentemente poco tempo per dedicare alla musica tradizionale. In realtà spesso nelle pause delle tournee estenuanti dei Grateful Dead, Jerry Garcia trovava il tempo per partecipare alle sessioni informali con vari colleghi e soprattutto con il suo amico di vecchia data, il mandolinista, David Grisman. Le registrazioni di Garcia con Grisman, emerse soprattutto dopo la morte del primo, ci lasciano della musica straordinaria.

“Jerry Garcia/David Grisman”, datata 1991, è una splendida raccolta di nove canzoni acustiche interpretate in uno stile in bilico tra il Bluegrass e il country. La chitarra acustica di Garcia duetta con il magico mandolino di Grisman. Il disco si apre con una versione Bluegrass di “The thrill is gone” di B.B.King, il ritmo e l’atmosfera sono rilassanti e divertenti. Si prosegue con “Grateful Dawg” ed una versione acustica di “Friend of the devil” uno dei cavalli di battaglia dei Dead. L’altro gioiello è “Russian Lullaby” di Irving Berlin nella versione folk.

Il gran finale è “Arabia”: un brano avvolgente di ben 16 minuti che comincia con le atmosfere arabeggianti per finire in un giro spagnoleggiante che suona come la famosa “”Hasta siempre comandante (Che Guevara)”. Il lavoro di Garcia alla chitarra acustica è semplicemente stupefacente, come lo è del resto il mandolino di David Grisman. Questo è un disco consigliabile a tutti gli amanti della buona musica. Se non conoscete Jerry Garcia come musicista tradizionale, se pensate che il country è solo roba per i Cowboy o se non avete idea di quanto può essere profondo un disco folk provate ad ascoltare questo disco, sarete sorpresi.

Titolo: Jerry Garcia/David Grisman
Anno: 1991
Personnel:
Jerry Garcia: Chitarra, Voce
David Grisman: Mandolino
Joe Craven: Percussioni
James Kerwin: Basso
Jim Kerwin: Basso
Produttori: Jerry Garcia e David Grisman
Etichetta: Acoustic Disc

L’architettura di densità

Dom , 17 Giugno , 2007

Le fotografie di Michael Wolf raccontano i quartieri popolari di Hong Kong. Sono allo stesso tempo suggestive ed angoscianti.

[http://www.photomichaelwolf.com/]

Quando il caffè incontra il latte

Ven , 15 Giugno , 2007

La caduta di una goccia di latte, in una tazza di caffè, immortalata dalla fotografa Irene Müller.
Il resto è visibile qui.

[http://www.pbase.com/]

Nest

Gio , 14 Giugno , 2007

Questo Scooter si chiama “Nest” ed è l’opera dell’artista Patricia Picinini. Sul suo sito ci sono tante altre cosucce da carine da vedere.

[http://patriciapiccinini.net/]