I migliori 20 dischi di “Jazzer”
Mar , 17 Aprile , 2007Jazzer ha stillato una “Sua” lista dei 20 dischi Jazz preferiti. Lui conosce bene l’argomento perciò la sua lista è appassionata ed interessante. Da leggere.
Jazzer ha stillato una “Sua” lista dei 20 dischi Jazz preferiti. Lui conosce bene l’argomento perciò la sua lista è appassionata ed interessante. Da leggere.
L’Eurofestival è una specie di “Festival di San Remo” a livello continentale. Anni fa se ne sentiva abbastanza parlare: per esempio io per qualche tempo ho vissuto in Turchia e da quelle parti era un grande evento televisivo. Ad ogni modo si tratta di un prodotto un pò Kitsch che piace tanto anche ai nordici (Olandesi, Finlandesi, Svedesi, Tedeschi, ecc…). La prossima edizione dell’eurofestival si terrà in Finlandia che è stato anche l’ultimo paese ad avere vinto Eurofestival ( a proposito, se volete sentire e vedere qualcosa di esageratamente “trash” guardate l’ultima canzone vincitrice qui sotto!). Qui la musica c’entra poco o nulla, in compenso c’é spazzatura a volontà. In ogni caso l’Eurofestival è un pezzo della storia della televisione. È roba per “intenditori” (non so se mi spiego).
La lista completa di tutte le canzoni vincitrici dell’Eurofestival è visibile su un interessante blog Belga che si chiama Appelogen.
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Canzone vincitrice Eurofestival 2006
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Il grande Neil Young finalmente ha aperto le sue casseforti e sta pubblicando, uno per volta, dei dischi che ci offrono una nuova prospettiva sulla sua carriera. Il primo disco era una meravigliosa cavalcata elettrica, insieme ai fidi Crazy Horse nella loro migliore line up, e risaliva al 1970. Ora tocca ad uno straordinario concerto acustico, del 1971, nella natia Toronto. Neil Young in quel momento era reduce dei grandi successi in compagna dei “Crosby, Stills and Nash” e il suo disco da solista “After the Gold Rush”. Il concerto di “Messey Hall”, oltre ad essere un’esecuzione d’alta classe, è particolarmente interessante perché documenta Neil Young mentre propone per la prima volta in assoluto alcuni brani che l’anno successivo finiranno sul disco capolavoro “Harvest”, altri pezzi che saranno pubblicati qualche anno dopo e due canzoni che addirittura non saranno mai pubblicati (“Dance Dance Dance” e “Bad Fog of Loneliness”). Il concerto è coinvolgente oltre ogni attesa. Neil spesso fornisce un’introduzione parlata alle canzoni che ci fa capire la storia dietro ogni brano. Non ci sono momenti di debolezza o cadute di tono. Sentire le versioni ancora acerbe delle canzoni epocali come “Heart of Gold”, “The needle and the damage done” o “See the sky about the rain” danno brividi. Questo disco è uno scrigno pieno di meraviglie, non un prodotto destinato ai soli nostalgici.
Titolo: Live at Massey Hall 1971
Artista: Neil Young
Anno: 2007
Personnel: Neil Young: Voce, Chitarra, Piano
Produttori: Neil Young, David Briggs
Etichetta: Reprise /WEA
URL: http://www.neilyoung.com/

Una spugna per cantare sotto la doccia.
In vendita da Perpetual Kid.
Paura ehhhhhh…???
Buon Venerdì 13 a tutti.

Sul sito della “National Geographic” c’è un interessante simulatore di vela che permette di farsi un’idea su cosa significa navigare con le varie condizioni di vento.

La casa di Johonny Cash, a Hendersonville nel Tennessee, è stata distrutta dal fuoco ieri sera. Il nuovo proprietario della casa è Berry Gibb, dei Bee Gees, che stava ristrutturando la casa. Forse lo spirito di vecchio Johnny non sopportava vedere uno dei Bee Gees girare per le sue stanze e ha fatto qualche intervento da aldilà…

L’aeroporto internazionale di Gaza fu inaugurato nel 1998 alla presenza dell’allora presidente americano Bill Clinton e sarebbe dovuto diventare un simbolo della pace e di rinascita. La “Gaza International” rimase operativa fino al 2001 quando i carri armati Israeliani, nel tentativo di sedare la seconda Intifada, distrussero la pista d’atterraggio. L’aeroporto, pur privo del traffico aereo, rimase aperto per altri quattro anni (non capisco per quale motivo) finché lo scorso anno l’esercito Israeliano, durante gli scontri con il Libano, colse l’occasione per finire il lavoro e distrusse completamente ciò che rimaneva dall’aeroporto fantasma. Quello che voleva essere un simbolo della pace, oggi è un cumulo di macerie. Questo servizio fotografico di Richard Mosse, racconta la triste sorte dell’aeroporto di Gaza e ci da un’idea di una delle mille tragedie che coinvolgono il medio oriente e di riflesso un po’ tutti noi.

Il violinista Joshua Bell, di fama internazionale, ha suonato recentemente in una stazione della metropolitana di Washington nell’ora di punta ed in totale anonimato. L’esibizione faceva parte di un esperimento con l’intento di verificare se la gente comune fosse stata in grado di distinguere un talento eccezionale dai normali suonatori da strada, e quali reazioni avrebbe avuto di fronte alle partiture suonate ad alto livello in un luogo insolito. Bell ha suonato per circa quaranta minuti e ha guadagnato 32.17 Dollari e non è stato riconosciuto praticamente da nessuno (ovvero solo da una persona) ed in pochissimi sono stati incantati dalla bellezza della sua esecuzione. È divertente notare che il prezzo dei biglietti più economici per l’ultimo concerto di Bell prima dell’esperimento, a Boston, era stato di 100 Dollari. Il concerto è stato registrato, con una telecamera nascosta, ed è visibile sul sito di Washington Post insieme ad un lungo ed interessante articolo che racconta quella mattinata.