Archivio » Articoli del giorno 29 marzo 2007
The Boatman’s Call – Nick Cave & The Bad Seeds

Dieci anni fa usciva “The Boatman’s Call”, di Nick Cave, che per me è rimasto uno dei dischi più belli della storia. L’album parla delle relazioni finite, della nostalgia e del lato oscuro dell’amore. Il suono è asciutto ed essenziale come la fotografia di Anton Corbin che appare sulla copertina. C’è un immenso senso di perdita e di dolore. “Into My Arms”, il brano che apre il disco, è una delle più belle canzoni d’amore di sempre. Basta ascoltare il disco un paio di volte per capire che Nick Cave piange qualcuno che per lui è, metaforicamente parlando, morta. È strano a dirsi, ma ascoltare questa musica ha un effetto benefico: come se aiutasse a curare omeopaticamente il dolore che ognuno di noi può provare. Si dice che questo album sia stato ispirato dalla fine della relazione d’amore tra Cave e la collega Polly (P.J.) Harvey, anche se non è mai stata confermata dagli interessati.
Ho letto da qualche parte che “The Boatman’s Call” è il rumore di un cuore che si spezza.
La definizione è perfetta.
Titolo: The Boatman’s Call
Artista: Nick Cave & The Bad Seeds
Anno: 1997
Etichetta: Mute/Reprise
URL: http://www.nickcaveandthebadseeds.com/
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