Congratulazioni al maestro Morricone
Questa sera finalmente hanno consegnato il premio Oscar al maestro Morricone per la sua luminosa carriera e per il suo straordinario contributo all’arte cinematografica. Questo riconoscimento oltre a risarcire giustamente uno dei mostri sacri del Cinema, toglie dall’imbarazzo l’Academy stessa per l’ottusità con la quale hanno ignorato uno come Morricone per decenni. L’occasione è ghiotto per ricordare alcuni dei lavori del maestro che avrebbero meritato l’Oscar. Ovviamente non conosco l’opera omnia del maestro, ma per quanto ne so è molto difficile che le sue composizioni siano state meno che eccellenti. Questo elenco comprende i lavori che piacciano a me, è un elenco assolutamente personale, e perciò non vuole dire che i lavori lasciati fuori non siano belli. Io non ho nessun titolo per giudicare il lavoro del maestro, voglio esprimere solo la mia sincera ammirazione per le sue opere in questo giorno speciale per lui e ringraziarlo per tutte le belle emozioni che ci ha regalato in questi anni.
Per un pugno di dollari - 1964
Per qualche dollaro in più - 1965
Il buono, il brutto, il cattivo - 1966
C’era una volta il West - 1968
Regia di Sergio Leone
Prima di Sergio leone i cowboy, nei film western, erano tutti perfettamente pettinati, ben rasati e indossavano vestiti freschi di tintoria. Dopo di lui, i cowboy, sono diventati brutti, sporchi e barbuti: bastardi dentro e fuori. Una visione probabilmente più realistica del selvaggio West e una netta rottura con i tradizionali canoni dei film western statunitensi. La musica nel western, prima di Leone, aveva la peculiarità di rivisitare i temi country tradizionali e folcloristici come semplice musica da sottofondo; dopo di lui la musica diventa un fondamentale elemento narrativo. Ennio Morricone contribuisce a questa rottura stilistica proponendo motivi fortemente caratterizzanti. La tradizionale musica Western viene riveduta e corretta con l’aggiunta degli strumenti poco ortodossi. Già nel brano che accompagna i titoli d’apertura di “Per Un Pugno di Dollari” si sentono la frusta, lo scaccia pensieri e le campane.
Sergio Leone faceva comporre le musiche prima d’iniziare le riprese in modo da poterla suonare durante le riprese per aiutare gli attori ad entrare meglio in ruolo. Il lavoro di Ennio Morricone per la “trilogia del dollaro” offre un inedito mix di serietà e ironia. I temi musicali seri e contemplativi seguono quelli avventurosi e picareschi. L’altro elemento di novità è rappresentato dall’associazione dei personaggi chiave dei film agli specifici temi musicali. Nelle partiture di “C’era una volta nel West”, invece, i temi picareschi sono abbandonati a favore dei motivi più solenni ed interiori. Ennio Morricone ha rivoluzionato così le colonne sonore in generale e non solo quelle Western.
Vergogna Schifosi - 1969
Regia di Mauro Severino
Uno dei lavori più curiosi di Ennio Morricone. La musica è inquietante, quasi “Psichedelica”, con l’uso della voce umana come strumento musicale. Con le straordinarie evoluzioni vocali di Edda Dell’Orso ed i cori de”I Cantori Moderni”. Da riscoprire.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto - 1970
Regia di Elio Petri
Ennio Morricone, in versione ultra minimalista, crea un’atmosfera vibrante e claustrofobica attraverso la ripetizione ossessiva del motivo principale. Le orchestrazioni maestose dei film di Sergio Leone sono lontani anni luce. È il prototipo dello stile di Morricone degli anni 70.

Quattro mosche di velluto grigio - 1972
Regia di Dario Argento
Inizialmente avevano pensato di affidare la colonna sonora del terzo film di Dario Argento ai Deep Purple, alla fine però il progetto fu affidato al maestro Morricone che aveva già lavorato per i due precedenti film di Argento. Qui Morricone dimostra di sapere padroneggiare bene il Rock almeno quanto i Deep Purple. Le chitarre elettriche e l’organo Hammond sono in grande evidenza. La musica spazia dal Rock al Jazz. Il senso di follia, funzionale alla storia, è ottenuto con i sintetizzatori, gli archi ed i cori che costruiscono un crescendo infernale .

C’era una volta in America - 1984
Regia di Sergio Leone
La musica di Morricone sviscera i temi del film che sono quelli dell’amicizia, del rimpianto, del dolore e tutto quello che ci sta in mezzo. Se avessero domandato al maestro che cosa avesse fatto negli anni che separavano “C’era una volta il West” da “C’era una volta in America” non avrebbe certo potuto rispondere: “Sono andato a dormire presto”.

The Mission - 1986
Regia di Roland Joffé
L’opera più compiuta di un’artista al culmine della propria maturità, “The Mission”, è uno straordinario lavoro che in più di un momento sfiora la perfezione. La maestosa natura sudamericana è un nuovo stimolo per il maestro Morricone che scrive una partitura che aderisce alle immagini come un guanto.

Febbraio 27th, 2007 at 9:17 am
Ohoh!! Passando per Doctor Bebop ho scoperto il tuo blog, Shahab, davvero pieno di informazioni e ben fatto! Sebbene io tratti di jazz e su http://esalazionietiliche.spazioblog.it di vino e affini, adoro il cinema e in particolare le musice di Morricone, con le quali sono praticamente cresciuto. A breve ti aggiungo fra i “compagni di note”.
Ciao
Rob
Febbraio 27th, 2007 at 10:35 am
Grazie mille Rob, Io adoro il Jazz e anche il vino. Mi troverò benissimo da te. Ti aggiungo subito in blogroll.
A presto,
Shahab
Febbraio 28th, 2007 at 10:14 pm
congratulazioni
(ma un post su sanremo?)
Marzo 9th, 2007 at 1:00 am
Aggiungo una colonna sonora che mi piace parecchio e che trovo essere - oltre che molto caratterizzante per il film - piuttosto originale sia per Morricone, sia per l’epoca: “Le foto proibile di una signora per bene”