Archivio » novembre 2006
Suicide is painless…
In memoria di Robert Altman (1925 -2006).
Con molto ritardo.

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Morbido come un sasso
Questi cuscini a forma e somiglianza dei sassi sono invece morbidissimi.
Sono prodotti da Livingstones.

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Ubalda, all naked and warm…
“Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda” per il mercato USA.
“Giovannona coscialunga” per il mercato USA.

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Il pallone d’oro a Cannavaro
Oggi è uscita la notizia che Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale Italiana del calcio, è il vincitore del prestigioso Pallone d’oro 2006. Certo mi fa piacere che a vincere un così importante premio ci sia un giocatore italiano, specialmente un difensore, ma non riesco proprio a dimenticare che Fabio Cannavaro è anche l’uomo del famoso video con il flebo, delle dichiarazioni molto discutibili e dei movimenti molto sospetti sul mercato. Quando penso ai capitani della nazionale Italiana del calcio preferirei ricordare Dino Zoff, Gaetano Scirea, Franco Baresi, Beppe Bergomi e cerco di dimenticarmi di Fabio Cannavaro. Anche se lui, al contrario di quasi tutti i suoi predecessori, ha alzato al cielo una coppa del mondo.
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Bon anniversaire Sophie
La splendida attrice francese, da ragazza, era il sogno di noi adolescenti d’allora. Sophie Marceau compie oggi 40 anni e continua ad essere una donna da sogno.
Bon anniversaire Sophie.

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Il Google allo Specchio

elgooG è il sito “mirror” di Google.
Quando dico “mirror” intendo VERAMENTE “mirror”…
Vedere per credere.
[http://elgoog.rb-hosting.de/index.cgi]
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Willy DeVille a Trento

Ogni tanto, grazie a dio, qualche grande musicista si perde per la strada e finisce a fare un concerto nella nostra ridente città di Trento.
Questa sera tocca a Willy DeVille, che dopo aver vinto il premio Tenco due giorni fa a San Remo, si esibisce qui in trio con il bassista David Keys ed il pianista Darin Brown. Per chi non lo conosce dico soltanto che Willy DeVille è un carismatico musicista newyorchese d’origini portoricane, che frequenta il mondo del Rock da più di trent’anni senza avere mai raggiunto il grande successo ed è amato soprattutto in Europa. La sua canzone più famosa in Italia è indubbiamente “Demasiado Corazon” che fa da sigla per il fortunato programma televisivo Zelig.
L’appuntamento è per le ore 21 all’auditorium S.Chiara che è stata recentemente ristrutturata ed ora oltre ad offrire un’eccellente acustica emana anche un gradevole profumo di legno. Il concerto invece parte alle 21.30 con “Perry Mason theme” , eseguito da Keys e Brown da soli, come se Willy DeVille avesse mandato avanti il famoso avvocato televisivo a prendere le sue difese contro eventuali fan inferociti. Una precauzione eccessiva: il pubblico che riempie l’auditorium è felice di vederlo e per ora non ha intenzione di ricorrere ai mezzi legali. Così appare Willy DeVille che è già da solo uno spettacolo: alto, magro, capelli lunghissimi, baffetti curati, un attillato vestito nero da pirata dei Caraibi e si regge a malapena sulle gambe. Si scusa in maniera abbastanza comica con il pubblico e si accomoda su un altissimo sgabello posto tra il pianoforte e il contrabbasso, imbraccia una chitarra acustica ed inizia il suo concerto con un blues di delta che sa di cattivo Bourbon e di fumo. Willy si dichiara più volte stanco, si accende una sigaretta dopo l’altra e ad un certo punto chiede di avere una lattina di “Red Bull” per se e per i suoi compari musicisti. Nonostante tutti questi siparietti, che danno un tono piuttosto bislacco a tutta la situazione, il concerto rimane cosa seria e ben fatta. Nell’ora e mezza che segue Willy DeVille mette in fila una fantastica serie di canzoni, in gran parte delle cover, eseguite tutte con l’anima e classe infinita: il Blues strappacuore con “It’s too late she’s gone”(di Chuck Willis), il Soul con “Spanish Harlem” ( di Leiber e Spector) e “Save The Last Dance For Me” (di doc pomus), i suoni caraibici con la spendida “Carmelita” (di Warren Zevon), il folk con “That Is The Way To Make A Broken Heart” (di John Hiatt), il Rock & Roll con “ Shake, Rattle & Roll ” (di Jesse Stone), omaggio a Elvis con una versione quasi psichedelica di “Heartbreak Hotel” e un saluto agli amici rovinati per la droga con “Junkers Blues” (di Champion Jack Dupree). Sono davvero poche invece le canzoni che provengono dal suo repertorio: la conclusiva “Mixed Up Shook Up Girl” e “Bad Boy”.
Un gran bel concerto.
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Tags: Trento
Don’t follow leaders…
Ivan Scalfarotto, il candidato outsider alle primarie dell’Unione, da un lato mi piace e da un lato mi lascia perplesso. Lui, da sempre, pone l’accento sul fatto che i politicanti Italiani sono troppo vecchi e che ci sono troppo poche donne nelle posizioni che contano. Io condivido questi due punti e anche molte altre cose che lui dice, ma sono generalmente allergico ai leader od agli aspiranti tali. In ogni caso Ivan Scalfarotto è un personaggio intelligente e per bene che dice delle cose condivisibili e per questo motivo merita considerazione. A suo favore depone anche il fatto che la sinistra oggi a potere, costituita proprio dai vecchi e dalla gente già trombata che con un po’ di decenza non si doveva nemmeno presentare alle elezioni, non gli ha offerto nessun incarico o ruolo.
[http://www.ivanscalfarotto.info/]
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L’affinità con i famosi
Questo sito vi permette di scoprire il personaggio celebre che potrebbe rendervi felice. Per la cronaca, la mia partner “celebre” ideale sarebbe Tracey Ullman.
Sono sfigato anche con le celebrità…
Update: se non riuscite a capire chi è il vostro famoso, perchè magari non è famoso in Italia, sulla stessa pagina ci sono dei link a Google, Wkipedia e IMDB che vi permettono di sapere di più.
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Una piccola guida per capire
i quotidiani USA
- Il “Wall Street Journal” è letto dalla gente che dirige il paese.
- Il “New York Times” è letto dalla gente che crede di dirigere il paese.
- Il “Washington Post” è letto dalla gente che crede di dover dirigere il paese.
- Anche ”USA Today” è letto dalla gente che crede di dover dirigere il paese ma che non è in grado di comprendere tutto quello che scrive il Washington Post e ha bisogno dei grafici e delle foto colorate.
- Il “Los Angeles Times” è letto dalla gente che non avrebbe problemi a dirigere il paese, se avesse tempo libero, e se non fosse necessario lasciare Los Angeles per farlo.
- Il “Boston Globe” è letto dalla gente i cui genitori dirigevano il paese.
- Il “Daily News” di New York è letto dalla gente che non sa esattamente chi stia dirigendo il paese e fintanto che riesce a trovare un posto a sedere sul metro non gliene frega di saperlo.
- Anche il “New York Post” è letto dalla gente alla quale non frega niente di chi stia dirigendo il paese fintanto che riesce a fare cose scandalose magari sotto l’effetto delle droghe.
- Il “San Francisco Chronicle” è letto dalla gente che non è molto sicura né dell’esistenza del paese né dell’esistenza di qualcuno che lo dirige ma che in ogni caso si oppone.
- Il “Miami Herald” è letto dalla gente che dirige un altro paese (cioè Cuba) ma che ha bisogno di sapere i risultati delle partite di Baseball.
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