L’addio di Scumacher
ed il fascino dei perdenti

Quelli che vincono troppo non mi sono mai piaciuti. Ho un’antipatia innata per gli eterni vincitori o quelli eccessivamente bravi. Ieri si è ritirato dall’attività agonistica uno che è quintessenza del cannibalismo sportivo ovvero Michael Schumacher. A me questo fatto paradossalmente è dispiaciuto perché il suo ritiro ha segnato la fine di un’epoca e mi ha fatto capire che gli anni passano spietatamente anche per me. Lui non mi piaceva all’inizio perché non sembrava un pilota di Formula 1, nel senso romantico del termine, ma un bravo impiegato che marcava il suo cartellino vincendo. Grazie a lui la Ferrari ha finito un digiuno di risultati che durava da un sacco d’anni e ha ricominciato a vincere. Il perdente che amavo io era la Ferrari, così bella, così romantica e così sfortunata. Dopo tutti quegli anni maledetti arrivato questo bravo impiegato tedesco, ci ha messo tre anni e poi ha cominciato a vincere come nessun altro: ecco perché le vittorie di Scumacher con la Ferrari erano così gustose e sono piaciute tanto anche a me che non amo i superman. Dopo questi anni buoni anche la Ferrari ha perso il suo lato romantico : una squadra troppo vincente per i miei gusti. Chissà magari senza Schumacher adesso ricominciano a non vincere ed io finisco di nuovo ad affezionarmi.

In tanto un caro saluto a Schumacher.

Un Commento per “L’addio di Scumacher
ed il fascino dei perdenti”

  1. Socioweb ha scritto:

    leggimi un pò


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