Pet Sounds

Brian Wilson aveva solamente 23 anni quando cominciò a lavorare sul progetto di Pet Sounds. Nonostante la sua giovane età aveva già visto e capito abbast anza del mondo dello spettacolo nei precedenti quattro anni della sua attività con i Beach Boys. L’immagine felice ed spensierato dei Beach Boys, non corrispondeva a lui: Brian un ragazzo da spiaggia non lo era mai stato. Nel 1966 aveva già avuto sedici singoli nei primi quaranta posti di hit parade e aveva venduto vagonate di dischi. Poi una sera, durante uno degli innumerevoli concerti che i Beach Boys tenevano in quei tempi, era svenuto sul palco ed era stato esonerato di seguire il suo gruppo in tour. Finalmente solo e convalescente, senza il resto della band tra i piedi e con la sola collaborazione del fido amico Tony Asher, Brian poteva dedicarsi all’introspezione ed alla melanconia. Brian Wilson ci lavorò per sei mesi, utilizzò cinque studi di registrazione, il clavicembalo, effetti elettronici, un bel po’ di droga e incise da solo tutte le parti strumentali. Quando il resto del gruppo tornò a casa si trovarono di fronte ad un disco in pratica già pronto a cui mancavano solamente le parti cantate. La cosa suscitò qualche malumore poi il resto del gruppo accettò di aderire al progetto di Brian. Il fatto che l’album fosse concepito sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, era talmente evidente che la casa discografica Capitol, all’epoca, si oppose alla sua pubblicazione. Quando, dopo molte discussioni tra Brian Wilson e la Capitol, il disco fu pubblicato anche molti affezionati fan del gruppo si indignarono e l’album ebbe vendite modeste: è l’unico della discografia dei Beach Boys a non raggiungere il milione di copie vendute. Nonostante le iniziali critiche negative Pet Sounds è un album che sfiora la perfezione. Non si può chiamarlo ancora un “concept album” ma non è nemmeno una semplice raccolta dei successi. A distanza di quarant’anni dalla sua pubblicazione è ancora uno dei dischi più belli ed innovativi della storia. Le atmosfere rarefate e la delicatezza del suono non hanno risentito minimamente il passaggio del tempo. Molti artisti sono stati influenzati da questo disco: i Beatles di Revolver e Sgt. Peppers tra i primi, per non parlare dei R.E.M. che citano questo disco ad ogni occasione. Brian Wilson dopo questo disco ebbe molti problemi di salute e sparì da circolazione. Questo disco va ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato ….
Titolo: Pet Sounds
Artista: The Beach Boys
Anno: 1966
Musicisti: Brian Wilson ( Voce e tutti gli altri strumenti), Carl Wilson(Voce), Mike Love (Voce), Bruce Johnston(Voce), Al Jardine (Voce)
Produttore: Brian Wilson
Etichetta:Capitol
Settembre 21st, 2006 at 11:41 am
Mi hai veramente incuriosita!! Non lo conosco per niente! Dovrò comprarlo? Non si troverà su internet? hops!! Non si deve dire forse…
ciao
Settembre 21st, 2006 at 11:51 am
Beh il mio consiglio è di comprarlo. Lo trovi tra i dischi economici e non dovresti spendere più di 10 €. Comunque questo disco si trova anche in un lussuoso cofanetto da collezionisti che contiene sia la versione stereo che Mono (roba per i fanatici). Poi sulla rete si trova di tutto…
Settembre 22nd, 2006 at 5:32 pm
solo il tempo di un saluto…
Febbraio 24th, 2008 at 3:48 am
Un vero capolavoro, “Pet Sounds”, uno dei migliori dischi che io abbia mai ascoltato. Penso proprio che in futuro mi comprerò il cofanetto sulle “Pet Sounds Sessions”.
Davvero bello questo tuo blog, Shakib, cercherò di frequentarlo più spesso, ciao!
:)