Settembre 2006

Caccia al programma

Sab , 30 Settembre , 2006

La Mediast cambia il proprio palinsesto praticamente una volta al giorno. Tutto per trovare qualche telespettatore in più per i loro programmi che stentano a decollare. Essendo una TV privata non me la sento di criticare la Mediast: sono liberi a fare ciò che vogliono. Intanto io, come telespettatore, non riuscivo più a trovare “My Name is Earl”, l’unico programma che m’interessava ed è già ampiamente commentato qui. Hanno cominciato a trasmetterlo Lunedì sera (diciamo pure Lunedì notte) e poi zitti, zitti lo hanno trasferito a mezzanotte di Sabato. Lo saputo proprio adesso da Mediavideo (sono 23:27 di Sabato). Forse quelli di Mediast dovrebbero accettare che i loro programmi sono effettivamente brutti e puntare più sui prodotti come “Dr. House” che immagino costi molto meno di un reality qualsiasi e rende molto di più in termini d’ascolto. Insomma gira e rigira sono sempre qui a parlare della televisione, la cosa non è che mi fa tanto piacere…

Simona Ventura è proprio insopportabile!

Mer , 27 Settembre , 2006

Dio quanto è odiosa la Ventura, sembra una maestra delle elementari e “L’isola dei famosi” ormai è solo una vetrina per il suo smisurato ego. Neanche la spazzatura è più quella di una volta. I reality non danno più soddisfazione.

Mister Centocelle

Mar , 26 Settembre , 2006

Esiste un concorso che si chiama “Mister Centocelle” , dove si esibiscono degli uomini belli, unti e molto tamarri. Presenta Giorgio Mastrotta. Nella giuria Platinette e Serena Grandi. Più trash di così non è possibile.
Lo stanno trasmettendo su Italia Uno.
Non credo ai miei occhi…

Band - Aid

Mar , 26 Settembre , 2006

Band - Aid è il più famoso cerotto prodotto nel mondo. Questo sito raccoglie tutto quello che riguarda i famosi cerotti prodotti dalla Johnson & Johnson. Le confezioni di latta dei primi cerotti sono bellissime.

[http://www.savetz.com/bandaid/]

If I could only remember my name

Lun , 25 Settembre , 2006

Oggi David Crosby è un signore obeso che ha già rischiato di morire più volte per cirrosi epatica e le altre malattie legate all’abuso della droga ed alcol. Ogni giorno è costretto ad assumere un numero indefinito di medicinali giusto per stare in piedi. Tanto tempo fa David Crosby era il simbolo della gioventù alternativa. Veniva dalle esperienze artistiche importanti con i Byrds e CSN&Y. Per il suo debutto da solista decise di dare voce a quelli che come lui sognavano l’amore libero e un mondo migliore con la fantasia al potere. Tutte idee ormai perdute e dimenticate. Questo album è il canto di cigno di una generazione che almeno per un po’ ha creduto di poter cambiare il mondo. Un capolavoro. L’album è costruito per essere ascoltato tutto d’un fiato, non ci sono bruschi cambiamenti d’atmosfera. Tutto il disco sembra una lunga canzone ipnotica. La comunità hippy di San Francisco è ben rappresentato: insieme al David Crosby suonano gente come Neil Young, Jerry Garcia, Joni Mitchell e Grace Slick.

Disco d’inarrivabile bellezza, “If I could only remember my name ” è una splendida testimonianza dei bei tempi andati. Le armonie vocali sono bellissime e non c’è un momento di debolezza. Dedicato a tutti i poveri illusi, di tutte le età, che vivono in giro per il mondo. Questo lo aggiungo io: un mondo diverso NON è possibile, dobbiamo tenerci questo qui.

Sorry David!

Titolo: If I could only remember my name
Artista: David Crosby
Anno: 1971
Musicisti: David Crosby(Chitarra e voce), Jerry Garcia (Chitarra), Phil Lesh (basso), Joni Mitchell (Voce), Graham Nash(Voce), Grace Slick(Basso, Voce), Neil Young (Chitarra e voce)
Produttore: David Crosby
Etichetta:Atlantic

Bob Dylan e la copertina scopiazzata

Sab , 23 Settembre , 2006

Non ho ancora sentito l’ultimo disco di Dylan. Per adesso l’unica cosa che so a proposito del suo ultimo lavoro dal titolo “Modern Times” è che il buon vecchio Bob, o chi per lui, ha scopiazzato la copertina da un disco di un gruppo che si chiama “Luna”. Il disco dei “Luna” risale ad una decina d’anni fa. In entrambi i casi si tratta di una famosa fotografia dal titolo “Taxi, New York at Night” del 1947 opera del fotografo Ted Corner, perciò non so se si può parlare effettivamente di scopiazzatura. Ad ogni modo la cosa è divertente.

Luna

Bob Dylan

[Via Wittgenstein]

La furbizia all’Italiana

Sab , 23 Settembre , 2006

Ultimamente sono stato, grazie a dio, un po’ indaffarato e non lo sapevo. Ieri sera un mio carissimo amico mi chiama per dirmi che il Boss sta arrivando dalle nostre parti. Mi sono precipitato a comprare il biglietto per il concerto di Bruce Springsteen a Verona. Il sito è quello di Ticketone: il noto rivenditore dei biglietti per gli eventi.

Sul sito mi hanno chiesto di registrarmi, cosa che ho fatto subito e di buon grado. Poi ho scelto i posti ancora disponibili e ho effettuato il pagamento con la carta di credito. Tutto regolare, mi è arrivato anche un SMS di conferma per l’avvenuto pagamento con la carta di credito. Fin qui tutto bene ma non ho ricevuto nessuna risposta da parte del sito Ticketone, nessun email di conferma, niente di niente. Il loro sito continuava a dare errori di ogni genere. Alla fine ho desistito. Per Bruce, questo e altro, ma a dire la verità le eliche (vale a dire gli zebedei) cominciavano già a girarmi. Stamattina ho telefonato al loro numero di servizio per vedere se tutto era andato bene. Una gentile signorina mi ha rassicurato che tutto era apposto che mi avrebbero mandato un email di conferma al più presto. Il messaggio email in questione, che generalmente è un mail automatico, in effetti mi è arrivato pochi minuti dopo ma la cosa interessante è che la telefonata in questione mi è costato ben 4 Euro.

4 EURO????

Io traffico con l’internet da una vita: ho comprato un sacco di libri, dischi, DVD, hardware, software e biglietti aerei sulla rete. Ho comprato sempre dai siti stranieri e non mi è successo MAI NIENTE DI NEGATIVO. Per una volta che mi sono fidato a un sito Italiano mi è successo tutto questo.

Ma perché fanno così?

Per guadagnare due lire (pardon EURO) in più?

Tanto hanno perso un cliente per sempre. Io da Ticketone non comprerò MAI più niente per via telematica. Purtroppo questo è un atteggiamento tipicamente Italiano, fare furbi è considerato un pregio, qualcosa di cui andare fieri. Alla fine dei conti questo paese ha idolatrato uno come Silvio Berlusconi, che è il re dei furbetti, sì o no?

A me tutto questo dispiace perché amo l’Italia ed è la mia patria d’adozione ma di furboni da quattro soldi non ne posso più.

Perché non si può essere seri e professionali come gli anglosassoni?

Vorrei ricordare ai signori di Ticketone che con il loro sistema mi hanno fottuto per una sola volta e basta, perché io non sono così deficiente a rivolgermi al loro sito di nuovo. Con un atteggiamento differente mi avrebbero potuto “fottere” vita natural durante. Ma quello è il sistema Americano.

Il morale di questa storia è:

NON COMPRATE BIGLIETTI DAL SITO DI TICKETONE.

Che vadano a …(aggiungete quello che volete andrà sicuramente bene!)

Pet Sounds

Mer , 20 Settembre , 2006

Brian Wilson aveva solamente 23 anni quando cominciò a lavorare sul progetto di Pet Sounds. Nonostante la sua giovane età aveva già visto e capito abbast anza del mondo dello spettacolo nei precedenti quattro anni della sua attività con i Beach Boys. L’immagine felice ed spensierato dei Beach Boys, non corrispondeva a lui: Brian un ragazzo da spiaggia non lo era mai stato. Nel 1966 aveva già avuto sedici singoli nei primi quaranta posti di hit parade e aveva venduto vagonate di dischi. Poi una sera, durante uno degli innumerevoli concerti che i Beach Boys tenevano in quei tempi, era svenuto sul palco ed era stato esonerato di seguire il suo gruppo in tour. Finalmente solo e convalescente, senza il resto della band tra i piedi e con la sola collaborazione del fido amico Tony Asher, Brian poteva dedicarsi all’introspezione ed alla melanconia. Brian Wilson ci lavorò per sei mesi, utilizzò cinque studi di registrazione, il clavicembalo, effetti elettronici, un bel po’ di droga e incise da solo tutte le parti strumentali. Quando il resto del gruppo tornò a casa si trovarono di fronte ad un disco in pratica già pronto a cui mancavano solamente le parti cantate. La cosa suscitò qualche malumore poi il resto del gruppo accettò di aderire al progetto di Brian. Il fatto che l’album fosse concepito sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, era talmente evidente che la casa discografica Capitol, all’epoca, si oppose alla sua pubblicazione. Quando, dopo molte discussioni tra Brian Wilson e la Capitol, il disco fu pubblicato anche molti affezionati fan del gruppo si indignarono e l’album ebbe vendite modeste: è l’unico della discografia dei Beach Boys a non raggiungere il milione di copie vendute. Nonostante le iniziali critiche negative Pet Sounds è un album che sfiora la perfezione. Non si può chiamarlo ancora un “concept album” ma non è nemmeno una semplice raccolta dei successi. A distanza di quarant’anni dalla sua pubblicazione è ancora uno dei dischi più belli ed innovativi della storia. Le atmosfere rarefate e la delicatezza del suono non hanno risentito minimamente il passaggio del tempo. Molti artisti sono stati influenzati da questo disco: i Beatles di Revolver e Sgt. Peppers tra i primi, per non parlare dei R.E.M. che citano questo disco ad ogni occasione. Brian Wilson dopo questo disco ebbe molti problemi di salute e sparì da circolazione. Questo disco va ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato, ascoltato e riascoltato ….

Titolo: Pet Sounds
Artista: The Beach Boys
Anno: 1966
Musicisti: Brian Wilson ( Voce e tutti gli altri strumenti), Carl Wilson(Voce), Mike Love (Voce), Bruce Johnston(Voce), Al Jardine (Voce)
Produttore: Brian Wilson
Etichetta:Capitol

Quentin Tarantino rende omaggio alla Fenech

Mar , 19 Settembre , 2006

Io sono un fanatico di Quentin Tarantino. Ho visto e rivisto tutti i suoi film fino a sfinimento. Mi piace moltissimo le sue idee che tante volte derivano dai B-movies o dalle serie televisive. Ho saputo che il buon Quentin ha convinto Edwige Fenech a tornare a recitare, nel suo prossimo film, nel ruolo di professoressa. Mi sembra un’idea da vero feticista del cinema minore ed un bell’omaggio ad una delle donne più desiderate degli anni settanta.

“My name is Earl” su Italia 1

Mar , 19 Settembre , 2006

Finalmente l’emittente Italia 1 ha iniziato a trasmettere il sitcom “My name is Earl” anche in Italia. Qui ne avevo parlato qualche tempo fa. L’appuntamento è ogni lunedì sera in seconda serata (diciamo pure in terza serata).
Preparate i videoregistratori gente!
Consigliatissimo.