La cultura di riparazione
Mer , 2 Agosto , 2006
Oggigiorno non si aggiusta più niente. Il consumismo ci spinge a gettare e sostituire piuttosto che tentare di riparare le cose che non funzionano più. La cultura di aggiustare le cose sopravive naturalmente nei paesi più poveri ma anche in molti paesi emergenti come la Cina e l’India.
Jan Chipchase, un ricercatore della Nokia che lavora principalmente in Tokyo ma che viaggia anche molto, ha pubblicato sul suo blog questo interessante rapporto a proposito della cultura di riparare le cose, in particolare i beni tecnologici, nei paesi emergenti. Il fatto è che in questi posti si bada al sodo: non importa se il bene riparato cambia totalmente il suo aspetto o addirittura le sue dimensioni originali, l’unica cosa che conta è che funzioni. L’altro aspetto da notare è il fatto che la documentazione tecnica, manuali d’installazione o di manutenzione tante volte non vengono nemmeno aperte. Un bravo riparatore deve averel’ esperienza e basta. Non ci sono laboratori specializzati, qui si racconta dei mercatini dove i telefonini vengono aggiustati sui tavolini di legno con i pezzi derivati spesso dagli altri apparecchi.
Da leggere.