Archivio » agosto 2006
La lampagatto

Quando è accesa, il micio non può negare di aver mangiato il pesce. È in vendita da “back4“.
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La metropolitana Moscovita

Sulla metropolitana di Mosca succedono cose strane e si incontrano tipi originali. Questo sito ci offre qualche esempio eclatante.
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L’ispettore Coliandro
Ieri sera sono riuscito a vedere il secondo episodio de “L’ispettore Coliandro”, la serie TV scritta e curata da Carlo Lucarelli, su Rai Due. Devo dire che il risultato è molto buono. Il ritmo è veloce, la storia (almeno quella di ieri sera) è avvincente, ci sono battute a raffica ed i personaggi sono credibili. Insomma dopo “Il commissario Montalbano” ora c’è un altro poliziotto televisivo degno di essere guardato. Una specie di Pulp alla Bolognese. Generalmente odio i fiction Italiani – “Montalbano” a parte- ma questo qui è un prodotto dignitoso. Domani sera c’è un altro episodio, spero di non perderlo.
[http://www.raifiction.rai.it]
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Il nuovo logo della nazionale
Mi domandavo dove avrebbero piazzata la quarta stella , che indica il quarto mondiale vinto, sul logo della Nazionale del calcio.
Oggi è arrivata la risposta, come si vede.
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Forever Changes

All’inizio dell’agosto (2006) è morto Arthur Lee, leader e deus ex machina dei “Love”, un gruppo californiano che nel 1967 ha inciso uno di quei dischi che di diritto fanno parte della storia del Rock: “Forever Changes”. Un album di folk – Rock che esplora la psichedelia in modo originale, senza le chitarre elettriche in evidenza o trucchi da studio tanto in voga a quei tempi. I “Love” erano un gruppo multi razziale capace di mescolare elementi della Black music con sonorità latine e il folk di stampo britannico. Dopo due album, belli ma acerbi, incisi in rapida successione (“Love” e “Da Capo”) il gruppo arriva a questa terza prova che rappresenta la loro apice creativa e commerciale. L’album è stato registrato sotto effetto delle sostanze non propriamente legali, cocaina e LSD su tutte. La loro casa discografica Elektra, all’epoca era molto occupata a curare l’ascesa di un altro gruppo destinato a fare storia, con risultati commerciali ben più appaganti, vale a dire i Doors di Jim Morrison. Per questo motivo i “Love” da un lato hanno trovato un incredibile libertà creativa ma per contro non hanno avuto quella pubblicità che avrebbe esposto “Forever Changes” all’attenzione del grande pubblico. Così questo disco è rimasto un gioiello riservato a pochi. A distanza di quasi quarant’anni le canzoni suonano fresche e originali. Già con il brano d’apertura “Alone again or”, i “Love” provano nuove combinazioni: un motivo acustico fa da sottofondo ai ritmi ispanici in bilico tra il flamenco e il fandango. Gli arrangiamenti sono sempre curati, la calda voce di Arthur Lee si amalgama perfettamente con quella dell’altro chitarrista cantante, Bryan McLean. Lo spontaneo duello tra le chitarre nei brani ”A house is not a motel” e “Live and let live” sono altri momenti topici. L’avventura dei “Love” dopo questo disco non è stata lunga. La formazione originale dei “Love” di fatto si è sciolto nel 1968. Arthur Lee ha proseguito il proprio lavoro con altre formazioni sempre con il marchio “Love” senza riuscire a tornare a queste vette. Da segnalare, nella discografia successiva dei “Love”, il disco “False Start” del 1971 che contiene “Everlasting First” una composizione a quattro mani da Jimmy Hendrix e Arthur Lee . Nell’autunno del 1996 Arthur Lee è stato condannato a dodici anni di carcere per aggressione e possesso abusivo d’arma da fuoco. Dovette stare in galera fino al 2001. Durante tutto quel tempo non ha voluto avere contatti con esterno. Due dei suoi compagni della formazione originale dei “Love”, Maclean e Forssi, nel frattempo erano morti. All’uscita dal carcere nel 2002 Lee ha iniziato una nuova fase di carriera, premiata da buoni risultati, con il nome di “Love with Arthur Lee”. La leucemia diagnosticata nella primavera scorsa gli è stata fatale. “Forever Changes” è un disco da possedere, la versione più recente in CD contiene anche molti brani aggiuntivi e si trova facilmente a prezzo economico.
Titolo: Forever Changes
Artista: Love
Anno: 1967
Musicisti: Arthur Lee (Chitarra e Voce), Bryan Madean (Chitarra e Voce),
John Echols (Chitarra), Ken Forssi (Basso), Michael Stuart (Batteria)
Produttore: Arthur Lee, Bruce Botnick
Etichetta: Elektra
Link 1: http://en.wikipedia.org/wiki/Arthur_Lee_(musician)
Link 2: http://love.torbenskott.dk/
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Parisian Metro

La mappa della metroplitana parigina elaborata da questo duo dei grafici francesi che si chiamano antoine + manuel.
Fanno dei lavori bellissimi visibili sul loro sito.
[http://www.antoineetmanuel.com]
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A history of Violence

Un uomo tranquillo vive e gestisce una piccola tavola calda in una cittadina di provincia e tutte le sere torna a casa dalla moglie e dai figli. Una sera uccide due rapinatori per legittima difesa e la sua faccia finisce sui giornali, in poco tempo diventa una specie d’eroe. Alcune losche figure lo riconoscono come un loro “amico” scomparso misteriosamente anni prima e non ci mettono molto a bussare alla sua porta. L’eroe non è in realtà quello che appare, ha un lato oscuro e dei conti sospesi da regolare.
“A history of Violence” è un film denso, asciutto e veloce e il messaggio che trasmette è duro come un pugno in faccia. In questi tempi, con i film che durano tre o quattro ore, il regista David Cronenberg si fa bastare 96 minuti per trasmettere la sua idea dell’america: un paese costretto a fare l’eroe nonostante i suoi scheletri in armadio. Forse questo film è la migliore rappresentazione di questi tempi grigi, dove nessuno è del tutto pulito e nessuno è genuinamente affidabile ed allo stesso tempo c’è più che mai il desiderio di potersi fidare di qualcuno. La violenza visiva sta in quasi tutte le sequenze, mentre due intense scene di sesso, assolutamente funzionali al racconto, esprimono la voglia quasi selvaggia di fuga dalla stessa violenza e da una realtà troppo brutta per essere vera. La storia deriva da un fumetto e fa pensare tanto e a tante cose. Tra gli interpreti c’è Ed Harris, in un ruolo secondario, bravo come sempre.
Titolo Originale: A history of Violence
Anno: 2005
Regia: David Cronenberg
Storia originale : John Wagner, Vince Locke
Sceneggiatura: Josh Olson
Produzione: USA/Germania
Interpreti: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt
Durata: 96 minuti
Link: http://www.historyofviolence.com//
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Match Point

Woody Allen attraversa l’atlantico, lascia alle spalle il suo amato New York per approdare a Londra la città natale di un altro grande maestro del cinema vale a dire Alfred Hitchcock. I grattacieli del Manhattan non sono gli unici oggetti d’affezione che sono rimasti a casa, la sua idea del cinema ed il suo proverbiale gusto per l’ironia stavolta non fanno parte del bagaglio: il Woody Allen di Match Point è un regista diverso da se stesso che coraggiosamente affronta nuovi temi e situazioni. Allen in passato si era già avvicinato al giallo (Crimini e misfatti e Misterioso omicidio a Manhattan) ma era rimasto sempre se stesso con la battuta pronta dietro l’angolo e soprattutto con il grande mela da sfondo che facevano capire allo spettatore che stava guardando un film di Woody Allen. Ebbene Match Point non è così, non è un film di Woody Allen come uno se lo può aspettare. Sembra piuttosto una versione aggiornata di Hitchcok, con tutti gli ingredienti tipici e persino una protagonista femminile gelida, bionda e sensuale – Scarlett Johansson – che al grande Alfred non sarebbe dispiaciuta. Match Point senza dubbio è il miglior Allen di questi ultimi anni. La storia, insieme classico ed avvincente, dichiaratamente ispirata al romanzo ‘Delitto e castigo’ di Doestoevskij, è un thriller coi fiocchi. Nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Questo è il messaggio definitivo del film con un senso d’amarezza , quello sì, tipico di Allen. Altra nota atipica è la presenza della musica lirica che fa da colonna sonora all’intera vicenda, sostituendo il jazz di tutte le pellicole precedenti. Insomma questo Woody Allen europeo a me personalmente piace, ma se qualcuno vuole conoscere Allen sicuramente non è questo il film più adatto.
Titolo Originale: Match Point
Anno: 2005
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura : Woody Allen
Produzione: USA/GB/Lussemburgo
Interpreti: Jonathan Rhys Meyers, Brian Cox, Scarlett Johansson, Matthew Goode, Penelope Wilton
Durata: 124 minuti
Link: http://www.medusa.it/matchpoint/
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I videogiochi vintage
DOS Games Archive offre oltre 200 videogiochi DOS da scaricare.
Quanti ricordi…
[http://www.dosgamesarchive.com/list/]
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Gli alieni preferiscono Firefox
Gli alieni preferiscono Firefox all’ Internet Exolorer?
Beh, questa notizia non è data a sapere ma certamente gli utenti Linux dello stato di Oregon hanno espresso molto bene la loro preferenza creando un gigantesco logo di Firefox , visibile solo d’aereo, a Willamette Valley nell’Oregon per festeggiare il traguardo di 50 milioni di download del popolare browser.

[http://www.thefoxtales.net/firefox/crop-circle]
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