The Open Road – John Hiatt

John Hiatt è un artista di culto per chi ama la musica americana. Lui è tra i miei eroi personali da una ventina d’anni, da quando un amico mi fece una cassetta di “Bring The Family”, il suo splendido disco del 1987. Dopo quasi 35 anni di carriera di John Hiatt si ricordano tante cose e lui in tutto questo tempo ha saputo affrontare dal Rock al Blues, dal Country al Folk, molti generi musicali. I suoi dischi forse non sempre sono stati all’altezza delle attese, in ogni caso, almeno due album capolavoro portano la sua firma: il già citato “Bring The Family” e “Crossing Muddy Waters” del 2000. Il resto dei suoi lavori sono stati comunque dignitosi e spesso buoni e questo nuovo “The Open Road” prosegue con questa tradizione di qualità e non delude. Non si può certo parlare di un capolavoro qui, ma di un bel disco sì.
“The Open Road” comincia con la canzone omonima che è un bel pezzo rock da viaggio con dei bei assoli di chitarra e un testo che usa la strada come metafora di vita. È un inizio molto gradevole. La strumentazione è essenziale, chitarra basso e batteria. Mentre la musica attraversa senza fronzoli i generi diversi, dal Blues al Country, le parole dipingono dei piccoli ritratti delle persone ordinarie. C’è chi ha grandi sogni (“Haulin’”), chi grandi rimpianti (“What Kind of Man”) e chi insegue disperatamente l’amore (“Wonder of Love”). C’è molta amarezza per le occasioni perdute ma c’è anche tanta speranza per il futuro. Hiatt è un abile paroliere e riesce sempre a mettere insieme dei bei testi quasi cinematografici.
L’album si chiude con la bellissima “Carry You Back Home”, una canzone dolce, serena e piena di speranza. Hiatt, dichiara di aver avuto l’ispirazione per queste canzoni guardandosi indietro nello specchio retrovisore dell’auto. Un uomo come lui può guardare la sua vita indietro con serenità. Davanti comunque ha ancora una strada aperta da percorrere.
Titolo: The Open Road
Artista: John Hiatt
Anno: 2010
Produttore: John Hiatt
Etichetta: New West
Archiviato in Dischi, Musica, Recensioni | Commenti (0)
Tags: John Hiatt
Collocazioni




Mickey Smith fotografa il dorso dei libri (e dei periodici rilegati) sugli scaffali delle biblioteche. Le sue foto non sono manipolate e i libri non sono riposizionati. La casualità delle composizioni e delle collocazioni è fantastica.
Via Junkculture
Archiviato in Arte | Commenti (0)
I Kit Kat del mondo

Kit Kat è stato lo snack della mia infanzia. Oggi ho scoperto su Flickr questa divertente collezione di tutti i gusti di Kit Kat disponibili in giro per il mondo. Alcuni di questi sono in realtà delle sottomarche e non c’entrano nulla con il Kit Kat originale.
Archiviato in Food & Beverage | Commenti (0)
Il compleanno della pillola blu

Per festeggiare l’undicesimo anniversario del famoso farmaco blu (che non voglio nominare per paura di SPAM), la casa farmaceutica produttrice ha distribuito questi fischietti ai propri rappresentanti in nord America. Questa cosa mi ha fatto ridere.
Via Creative Criminals.
Archiviato in Pubblicità | Commenti (0)
Perché [tante polemiche]? Non si trattava invece proprio di permettere a tutti di partecipare alle elezioni?
“Il diritto di tutti è perfettamente garantito dalla legge. Naturalmente, chi intende partecipare all’elezione deve sottostare ad alcuni ovvi adempimenti circa la presentazione delle candidature. Qualcuno non ha rispettato le regole. L’esclusione non è dovuta alla legge ma al suo mancato rispetto. È ovvio che la più ampia “offerta elettorale” è un bene per la democrazia. Ma se qualcuno, per colpa sua, non ne approfitta, con chi bisogna prendersela: con la legge o con chi ha sbagliato? Ora, il decreto del governo dice: dobbiamo prendercela con la legge e non con chi ha sbagliato”.
Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky sul “Repubblica.it” spiega un paio di cose che sarebbero anche abbastanza ovvie.
Archiviato in Politica | Commenti (0)
Just Kids – Patti Smith

“Just Kids”, il libro autobiografico di Patti Smith, è una bella sorpresa. Perché da una che ha svolto un ruolo centrale nella storia del Rock ci si aspetta mirabolanti racconti da star, invece lei ha deciso di raccontare una storia d’amore quasi adolescenziale. Ovvero la storia di quando lei giovanissima lascia il New Jersey per andare a cercare fortuna a New York e del suo incontro con Robert Mapplethorpe, il futuro fotografo di fama mondiale. I trionfi sono ancora lontani, qui ci sono solo due giovani artisti che vivono una vita bohémien sullo sfondo di un New York in bianco e nero. L’amore, in senso classico, finisce inevitabilmente quando Mapplethorpe scopre la propria omosessualità, ma i due continueranno a volersi bene platonicamente fino alla morte di lui per l’AIDS nel 1989. Tutto è sentimentale in modo disarmante. Dopo aver letto questo libro si vedono delle nuove sfumature nella copertina di “Horses”, firmata proprio da Mapplethorpe.
[http://www.pattismith.net/intro.html]
Archiviato in Libri | Commenti (0)
La magia del Chroma key
Nulla è come sembra. In realtà non esiste niente. Basta avere un colore specifico da sostituire con ciò che si vuole. Non pensavo che il Chroma Key fosse utilizzato in modo così massiccio. Io ero rimasto alla mappa proiettata sul muro dietro al colonnello Giuliacci. Che spettacolo.
Archiviato in Video | Commenti (0)
Drive all night – The Swell Season
Ho visto questo video sul blog di Spino e siccome è veramente bello ho deciso di pubblicarlo anche qui per fare un po’ di pubblicità agli Swell Season. È una delle cover più belle di Springsteen che io abbia mai sentito. È una vera delizia.
[http://www.theswellseason.com/]
Archiviato in Musica, Video | Commenti (0)
Innocent when you dream – Tom Waits
I pipistrelli sono nel campanile
La rugiada è sulla brughiera
Dove sono le braccia che mi stringevano
E che mi promettevano il suo amore?
E che mi promettevano il suo amore?È una vecchia sensazione così triste
I campi sono soffici e verdi
Ciò che sto rubando sono i ricordi
Ma tu sei innocente quando sogni
Quando sogni
Sei innocente quando sogni
Quando sogniHo fatto una promessa importante,
Che non ci saremmo mai separati
Ho dato un medaglione al mio amore
E poi le ho spezzato il cuore
E poi le ho spezzato il cuoreCorrendo nel cimitero
Io e miei amici ridevamo,
Giuravamo che non ci saremmo mai separati
Fino al giorno della nostra morte
Fino al giorno della nostra morteÈ una vecchia sensazione così triste
I campi sono soffici e verdi
Ciò che sto rubando sono i ricordi
Ma tu sei innocente quando sogni
Quando sogni
Sei innocente quando sogni
Quando sogni
[http://www.youtube.com/watch?v=Md7iv0Rg1LU]
Archiviato in Musica | Commenti (3)
Tags: Tom Waits
L’evoluzione dell’iPad

L’iPad del futuro: sempre più grande?
Via Gizmodo.
Archiviato in Mac | Commenti (1)
Tags: iPad







